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Il verdetto del campo non ha sorriso all'Atalanta, relegata all'ultimo posto nel triangolare del 'Trofeo Bortolotti', prima vera prova del fuoco per la Dea formato 2011/2012. Calcio d'agosto (o di fine luglio, ma poco cambia), certamente, come ha sapientemente affermato mister Colantuono. Ci sono minuti da mettere nelle gambe, polmoni da riempire ed un assetto da trovare. Quanto sciorinato sul campo nei due match contro Braga e QPR - squadre attrezzate e non certo le solite comparse del calcio estivo - non è sicuramente malaccio: l'Atalanta ha evidenziato alcune piacevoli novità di gioco, che fanno ben sperare per l'imminente inizio di campionato. Bene, anzi benissimo, Ezequiel Schelotto, freccia preziosissima sulla fascia destra: l'ex di Cesena e Catania, attesissimo all'ombra delle Mura venete, sta confermando le attese e ripagando la fiducia che i tifosi hanno riposto in lui. Tanta corsa, una tenuta atletica invidiabile e la caparbietà argentina che non guasta mai.

Ma manca ancora qualcosa. La mira, prima di tutto, visto che le due sconfitte del 'Trofeo Bortolotti' sono arrivate entrambe ai rigori: il piede è ancora da registrare, ma si sa che - così diceva Baggio, non uno qualsiasi - i rigori li sbaglia chi ha il coraggio di tirarli. Ok dalla cintola in su, con giusto un paio di svarioni difensivi indolori, ma in difficoltà là davanti. La giusta alchimia in avanti sarà il primo accorgimento che Colantuono dovrà trovare: l'affinità nelle coppie d'attacco - tanto per il tandem Gabbiadini-Tiribocchi quanto per il duo Marilungo-Ardemagni - è ancora lontana. I novanta minuti di sabato sera lo hanno fotografato in maniera nitida. Manca cattiveria sotto porta, manca la giusta intesa tra gli attaccanti. Cosa che in parte è ovviamente naturale, se si considera che le due coppie provate sono formate da attaccanti che non avevano mai giocato insieme, se non in queste prime settimane di ritiro. Ma il digiuno nei tempi regolamentari, a cui si aggiunge lo 0-0 maturato qualche giorno prima nell'amichevole contro la Tritium (Prima Divisione), è un campanello d'allarme che fa stare all'erta.
 
Nuovi tasselli in attacco sono pronti ad inserirsi nella scacchiera del Cola. Maxi Moralez è il primo: e, col Frasquito in campo, qualcosa dovrà cambiare a livello tattico. Servirà disegnare un 4-4-1-1, un 4-2-3-1 o un centrocampo a rombo, così da esaltare al meglio le qualità del folletto presentato da Antonio Percassi proprio in occasione del triangolare dal sapore d'Europa. L'altra pedina dovrebbe essere El Tanque Denis: l'accordo con l'Udinese è praticamente in tasca, manca ancora il 'sì' del giocatore. E con l'ex di Indipendiente e Napoli in campo bisognerà trovare nuovamente la quadratura del cerchio. Il tutto con un obiettivo ben chiaro a mo' di stella polare: far gol. Ovvero l'essenza del calcio.