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Cosa non devono aver sentito i muri dello spogliatoio dell’Atalanta al Gewiss Stadium. Eppure rimangono in piedi, insonorizzati a dovere perché fuori non passi nulla. Ma sarebbe interessante trasformarsi in docce o appendini, perché è lì che si consumano i momenti cruciali: dalla famosa litigata col Papu Gomez, all’intervallo di un 1-1 con l’ultima in classifica. Certo, dispiace vedere il Crotone in fondo a soli 12 punti, ma mangiarsi tre gol e regalare a Simy la maglia da titolare, è davvero troppo. Deve averli strigliati, eccome, Muriel e Malinovskyi in primis, a tanto così dai gol. Deve avergli mostrato lo smartphone con il risultato di San Siro mentre loro, ‘zitti e buoni al chiaro di luna’, capivano che o si davano da fare o era meglio non rientrare poi in quegli spogliatoi. Mister Gasp sa essere molto convincente.
 
LA GOLEADA- E soprattutto aveva capito che, se tiri troppo, prima o poi Cordaz si spezza. E infatti, all’ennesimo lancio indirizzato in via della Rete, 2, è arrivato il gol che ha sbloccato a catena tutti gli altri. Un poker in 45’, senza pietà per Serse Cosmi. Mentre Sportiello, affidabile e per questo meritevole di mandare a nanna Gollini, non rimaneva folgorato dalla venuta di Messias, Ilicic e Muriel si divertivano. Assit e gol, gol e assist, ma anche dribbling, tap-in e veroniche. Sessanta affondi nel sacco, primo attacco in campionato insieme all’Inter, Ilicic a 5 reti e 7 assist come Muriel, che però è a -3 gol dal suo record in A (18, l’anno scorso…). E Zapata? Si ferma alla traversa e a quota 9, la gara tra i colombiani è destinata a perdere d’interesse, è vero, ma il panterone può sfidare un altro nerazzurro: il bomber che scatta, corre, serve e non ti aspetti che la butti anche dentro. 
 
SUPER GO(L)SENS- Nove volte, senza contare l’affondo d’oro al Liverpool. Robin Gosens è il Nazionale lanciato dall’Atalanta che farà parlare di sé agli Europei. Un percorso tutto in crescendo, con la parola chiave che apre a qualsiasi calciatore tutte le porte: costanza, o se volete, continuità, l’ala tedesca è sempre tra i migliori in campo, non sbaglia mai una mossa. Trova varchi impossibili sulla sinistra, corre anche quando gli altri non ne hanno più, crossa a ogni respiro, scende in difesa a spazzare e sale in attacco a segnare. Un esterno vice capocannoniere, in una squadra di Zapata e Ilicic, Malinovskyi e Miranchuk, Pasalic e Lammers, l’avete mai visto?
 
INTER VS REAL- Sette punti, ma stasera potrebbero diventare dieci, separano le due nerazzurre lombarde. Quelli persi amaramente con Toro, Lazio, Bologna, Udinese…Alt. Lo scudetto, mister Gasp, lo lascia volentieri alla sua ex. Che se lo merita tutto, e lunedì sera dovrà giocare da numero 1. Dovrà giocare da Real, perché alla Dea serve un test in vista di Madrid, anzi, di Valdebebas. Per lei conta la Champions, punto e basta: quella presente, sognando un’impresa e dei quarti, quella futura, mirando al Milan per atterrare sopra Roma. Dove si giocherà anche una Coppa, il suo scudetto. Non bianco e nero, ma tricolore.