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Peccato che la prima doppietta di Robin Gosens in nerazzurro sia arrivata proprio ieri sera, contro il Napoli. Per colpa di quel gol nella porta sbagliata, infatti, la diretta concorrente Champions in silenzio stampa, è avanti negli scontri diretti: 4-1 all’andata, 4-2 al ritorno. Ma, deviazione a parte, oltre alla straordinaria prova del tedesco e dell’argentino-sia in attacco che in difesa-è al ritorno al gol in simultanea dei due Cafeteros che la Dea applaude. A meno di 72 ore dalla sfida più prestigiosa della sua storia ultracentenaria.
 
ATTENTI A QUEI DUE- Muriel e Zapata sono tornati, in due modi diversi. Il primo non se ne era mai andato, il secondo era uscito solo qualche volta per guadagnarsi spazio e cross a favore dei compagni. Funzionano da soli, funzionano in coppia i due colombiani che tra meno di due mesi entrano nei ‘30’: diciassette reti e sette assist per il solare Lucho in 30 presenze, quattro gol in meno ma tre assist in più per la pantera con le treccine in 32 gare. Due numeri sfortunati che portano tanta fortuna alla Dea che, con 2 sudamericani al prezzo di 1, hanno accumulato trenta reti stagionali senza la loro pietra più preziosa. Josip Ilicic, traumatizzato e sfiorato ieri a bordo campo dall’uscita senza sensi di Osimehn, sta cercando di tornare alla sua migliore condizione. Ma per fortuna il nigeriano sta meglio e, dopo il dovuto riposo, tornerà a spaventare i portieri con i suoi colpi di testa insidiosi. Gollini, ieri, ci ha messo del suo per negargli la gioia di un gol che non torna dal 18 novembre. In bocca al lupo!
 
MERENGUES A MERENDA- E chissà che lo sloveno dal mancino fatato non torni in auge proprio per gli ottavi di Champions League, come un anno fa, quando aveva trascinato la Dea ai quarti ubriacando il Valencia e mandando in visibilio i telespettatori, per due ore meno impauriti dal Covid, e onorati di veder accostare al suo nome le parole “possibile candidato al Pallone d’Oro”. Il Real Madrid visto in campo contro il Valladolid è umano, sofferente e battibile; l’Atalanta vista in campo contro il Napoli è tecnica, magie e anche tanta ‘garra’. La garra charrúa, quel misto di grinta, tenacia e coraggio che può spingere la Dea non solo a tentare, ma a portare a casa l’impresa. Perché una vittoria al Gewiss Stadium contro i Galacticos plurititolati rimarrebbe negli annali a prescindere da come andrà il 16 marzo in casa loro. Senza Karim The Dream, occhi puntati su Casemiro. I blancos invece dovranno sdoppiarli, una pupilla a Zapata e un’iride a Muriel perché, se mister Gasp li schiererà ancora insieme, a occhio qualche affondo potrebbe arrivare.
 
A GENOVA SENZA PENSIERI- E infine un accenno al rosso di Gasp, espulso per proteste nei confronti di un rigore che chiede vendetta. “Voglio proprio vedere che cosa scriverai (sul referto, ndr) perché non ho detto niente!”: l’ha urlato prima di spostarsi in tribuna, non proprio felice come una Pasqua, al quarto uomo, e ora siamo tutti in attesa di scoprirlo. Di certo, con mister Gritti non è la prima volta che la Dea vola, Tullio è una garanzia: con lui in panca una dozzina di vittorie per l’Atalanta. E poi a Genova mister Gasperini non aveva un bel ricordo: nessuno ha dimenticato la lite all'ingresso del tunnel col segretario generale blucerchiato Massimo Ienca, poi caduto a terra. Contro la Samp questa volta il 4° uomo non avrà nulla da segnalare: Gasp, semplicemente, non sarà in panchina.