A chi è toccato a ’sto giro bussare alla porta sbagliata e addormentarsi sul morbido prato del Comunale? È il turno di Djimsiti, e tanti saluti alla volata. 'Non far la stupiDea stasera" a Roma non la cantavano ieri, anzi, tifavano con tutto il cuore la Cenerentola per non venire agganciati in quinta. E così un’Atalenta, ma davvero lenta, perde il treno e guarda sconsolata all’insù dal 6° binario. Chi era in banchina-e in panchina- ci ha provato a cambiare le cose. Ma è la settimana ambientale e al blackout di Firenze, Roma e Torino ha aderito volentieri anche Bergamo, risparmiando costi ed energie.

CLIMA(X) DISCENDENTE- Del resto si chiama Greta ThunBerg e l’’amo’ finale è stata l’esca perfetta per la conferenza di ieri: “Abbiamo fatto fatica anche per il cambio di clima e di stagione”, ha chiosato a fine gara Gasperini. Insomma, l’arrivo della Primavera avrebbe portato con sé l’allergia all’erba di casa: ben ventidue i punti stagionali persi sotto la Nord da una squadra che viaggia meglio da Guest. Oppure la stanchezza, dopo un filotto di lotta e punti, è semplicemente arrivata. Djimsiti si lascia scappare Meggiorini e peggio di così non può andare. Anzi, sì: c’è quel Papu ancora incolore, che di otto angoli ne calcia bene mezzo, che va mogio sulla punizione quasi fosse davvero una punizione, che ha già preso il volo con i pargoli per ricaricare le batterie e battere il Parma.

CUORE DI NONNA- Chi invece non ne sa nulla di nuove tecnologie è la nonna della Dea. Allo scoccare della mezzanotte, la Cenerentola abbandona la festa e si scorda pure della scarpetta che ha infilato in rete per il vantaggio, lasciando alla Dea lo spazio per il pari ma non la zucca di Zapata che l’avrebbe trainata in piena Europa. Menomale che la maglia (sudata sempre) è cara a nonna Ilicic, che taglia il campo e cuce traversoni finché sul filo di lana ricama la rete e mette in pari una coperta corta. Il gol sembra fatto su misura per lanciare il ribaltone, ma i punti cuciti con cura saltano al triplice fischio: -2…ma dov’era la nonna? Dopo la rete si accascia e stanca va a riposare: al suo posto Pasalic, che non se la cava altrettanto ben con ago e filo. La trama finale è 1 punto croce: frenata europea.

SOSTA E PARMALOT(TA)- La Serie A insegna: ogni gara è a sé, niente è ancora deciso e la Dea dovrà conquistarsi punto per punto senza guardare in faccia l’avversario. Gli otto che rimarranno a Zingonia dovranno darci dentro, tutti gli altri giocare sempre con la Nazionale. Se però Gasp teme il cambio di stagioni, attenti alla stagionatura del crudo match di Parma: con un’Atalanta lenta, non si può che arrivare in riTardini, e allora il Parma farà male. Dopo di lui Bologna e Inter in sette giorni, serviranno almeno sette punti per sognare. E se non sarà l’epilogo della Cenerentola, sarà comunque un'altra favola.