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Non stanno mai fermi i bergamaschi, gran lavoratori che persino in lockdown hanno trasformato la camera da letto in ufficio per continuare con lo smart working. Anche gli scout nerazzurri dell’Atalanta, spesso in giro per il mondo a monitorare talenti, li hanno visionati dalla distanza dei loro maxi schermi, schiacciando il tasto ‘pausa’ del telecomando se il gioiello faceva al caso loro. E tra le mille cassette di giovani in erba, ad attirare la loro attenzione ecco un biondino belga dalla classe sopraffina e un baby lionese che ruggisce già sulla trequarti. Che importa, quindi, che insieme non arrivino ai 35 anni.
 
FUTURO ANTERIORE- Quasi l’età di Josip Ilicic, o del Papu Gomez. Ma se è vero che questa Atalanta è una Dea saggia ed esperta, matura e consapevole, è vero anche che Bergamo continua a monitorare e sfornare giovani talenti dalla sua rinomata Primavera. Notizia di oggi l’aggregazione alla Prima Squadra del giovane Alessandro Cortinovis, e chissà che tra un anno o due non faccia la fine dei vari Conti o Gagliardini. Destinato cioè a Milan e Inter, squadre dall’illustre passato, anche se il presente, ultimamente, sorride di più all’Atalanta ai quarti di Champions. Che sta già lavorando per il suo futuro: se in quello prossimo ha spazzato via in un colpo solo dalla piazza tutti i suoi Big con rinnovi a raffica fino al 2023, in quello posteriore si è mossa per intavolare trattative con belgi e francesi. Ma questa volta Inter e Milan, che hanno studiato e intuito la tattica vincente orobica, si sono mosse insieme a lei.
 
DE KETELAERE- Un centrocampista il cui cognome inizia con ‘de’ fa ben sperare dalle parti di Zingonia. Se l’olandese volante de Roon ha fatto faville, vera e propria bandiera nerazzurra, promette altrettanto bene il classe 2001 Charles de Ketelaere del Club Brugge. La bionda mezzala ha le spiccate doti offensive che tanto piacciono al tecnico Gian Piero Gasperini, doti tra l’altro che hanno fatto esplodere la verve creativa di Robin Gosens, uomo-mercato atalantino. Per la sua Dea, votata all’attacco, un goleador in più sulla mediana è oro che cola. Non solo, a dispetto della giovane età il trequartista di Brugge ha già esperienza da vendere in Pro League (15), nella nazionale Under 19 e persino in Champions League, dove ha già incontrato club del calibro di Psg, Galatasaray e Real Madrid. Oltre ad avere un buon piede, è duttile, altra caratteristica indispensabile per la squadra intercambiabile del Gasp: un jolly in più da spostare a piacimento lungo la mediana. Se ne è accorto anche l’Inter, che si è intromesso nella trattativa avviata dai nerazzurri (era vicino a Bergamo già a gennaio…) per soffiargli il numero 90. Grazie agli scout milanesi che in Belgio hanno la seconda casa e hanno già portato via Emmers e Vanheusden, l’Inter spera di azzerare il vantaggio temporale della Dea con un’asta che la vedrebbe come miglior offerente.
 
NOURI- E poi c’è lui, che fino a cinque anni fa era un bambino e oggi è definito “uno dei maggiori talenti del calcio francese”. Abdallah Nouri è un centrocampista che a soli 16 anni ha tanta così stoffa da vendere che il Lione in cui milita gli avrebbe già offerto un contratto per entrare nei professionisti. E qui avviene il colpo di scena: nonostante l’inesperienza e la giovane età, il ragazzo sembra sia già intenzionato a salutare la famiglia e traslocare spinto dal suo entourage, scettico per la breve durata del contratto propostogli dal club francese, poco convinto della sua continuità. A dargli la fiducia che merita ci sarebbe invece l’Atalanta, pronta ad aggregarlo subito nel vivaio più famoso d’Italia. Ma ecco spuntare in lontananza l’ombra dell’a.d. rossonero Ivan Gazidis, desideroso di copiare la strategia della Dea: prendere sotto la sua ala protettiva un giovane talento da far crescere nel campetto di confine a quello dove si allenano i Big esperti e maturi. Occhio però alla Spagna, perché tra due litiganti spesso è la terza a godere: da settimane il Valencia ribadisce di voler garantire un progetto pluriennale al fantasista. La Dea dovrà battere di nuovo i giallorossi, questa volta comodamente seduta al tavolo delle trattative.