Calciomercato.com

  • Atalantamania: tiro mancino a Sportiello, dal palco alla quarantena

    Atalantamania: tiro mancino a Sportiello, dal palco alla quarantena

    • Marina Belotti
    A zittire certe malelingue ci ha pensato ieri sera l’Atalanta dando in pasto, all’ora di cena, un unico come e cognome: Marco Sportiello. Ed ecco che anche la Dea, quella i cui giocatori danno tutto senza affaticarsi in tre competizioni a settimana, che corrono, corrono e corrono senza stancarsi, che non si infortunano praticamente mai e segnano a raffica senza difficoltà, ha un caso di contagio. Sarebbe stato difficile il contrario, tra le normali uscite a Bergamo di famigliari e amici fino al 7 marzo e quell’incontro col Valencia tra squadra e staff positivi al 35%. Ma la beffa, se proprio vogliamo chiamarla così, è che il primo caso all’Atalanta è di chi quei guantoni non doveva nemmeno indossarli per fermare gli 11 di Celades. Per il numero 57 sembrava l’ora del riscatto, dedicata a quella terra d’origine a cui aveva voltato le spalle ma che, alla fine, l’aveva perdonato. Ma il destino a volte ha un piano tutto suo.
     
    DALLA PORTA DEL MESTALLA...- Il forfait all’ultimo minuto del collega Gollini, una lussazione al mignolo della mano sinistra, e quella chiamata ai pali improvvisa, nella gara più importante dell’anno e della storia nerazzurra. Lui che solo una ventina di giorni prima era stato schiacciato dai due gol pesantissimi della Cenerentola Spal, ideati dall’ex Petagna e da Valoti, mentre il suo ‘secondo’, Berisha, stava a guardare dall’altro lato del campo l’affondo della Dea. Una gara brutta e sfortunata, sicuramente diversa dal 5-0 al Parma alla Befana e dal 4-1 a Sassuolo (28 settembre), dove ha rivestito il ruolo di comparsa uscendo dal campo con un ‘s. v.’. Tre partite in sei mesi, 270’ di esperienza a separarlo dal palcoscenico più prestigioso. E non gli è andata male: splendida e salvifica la sua parata su Gameiro al 47’, miracolose le uscite sui tiri dalla distanza di Rodrigo, attento sui traversoni lanciati da quel Gayà poi positivo. Unico neo? Era mal posizionato sul pallonetto di Torres per il 3-2 ospite. E poi eccolo, quel tiro mancino piombato alle sue spalle a due settimane esatte dalla Champions. Impossibile da parare.
     
    …ALLA PORTA DI CASA- Erano tranquilli i nerazzurri nel vederlo uscire dalla porta, la stessa che adesso non può più imboccare, inchiodato al divano pur asintomatico. Ma lui è un combattente, abituato a lavorare per farsi trovare pronto, a ricominciare da capo al Frosinone dopo alcune brutte parole, a scaldare la panca prima della sua seconda occasione in una Bergamo che non ha mai saputo dire di no, a Masiello prima, a Marco poi. L’ironia, si fa per dire, è che la notizia è arrivata proprio ora che la quarantena dell’Atalanta volgeva al termine: venerdì 27 marzo è la data citata dal canale ufficiale per lo stop all’auto-isolamento preventivo, ma solo domani scadranno le due settimane canoniche di verifica tra l’ultimo contatto di Sportiello con il resto della squadra. L'Atalanta infatti si era ritrovata al centro Bortolotti per il pranzo comune di giovedì 12 marzo, in attesa di quei futuri sviluppi che rimanderanno poi la ripresa degli allenamenti a data da destinarsi. “Tutti restino dove sono e segnalino tempestivamente qualsiasi genere di sintomo”, la raccomandazione di saluto della società. Per questo Marco, adottato fin da piccolo, tra l’altro, proprio da quell’Alzano Lombardo nell’occhio del ciclone, è stato sottoposto a tampone, dopo una settimana e piccoli sintomi già scomparsi. Ora resterà in quarantena, ma siamo sicuri che la sfrutterà per ricaricare le pile e studiarsi alla tv. Per tornare, l’ennesima volta, più forte di prima. Per parare, con un’acrobazia, anche quel tiro mancino che ha messo in ginocchio- senza atterrare- tanti bergamaschi come lui.

    Altre Notizie