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Doveva arrivare, ed è arrivata. La prima sconfitta dell'Atalanta, inflitta per mano di una Roma semplicemente troppo forte, non mina le certezze fin qui maturate. L'Atalanta c'è: anche di fronte a una compagine oggettivamente più attrezzata, la Dea non ha sfigurato, proponendo il suo gioco e peccando però d'ingenuità. Tre disattenzioni difensive sono costate la partita. In mezzo, un punto fermo: German Denis sa proprio buttarla dentro. A uscire sconfitto è il pacchetto arretrato, con un Bellini davvero in sofferenza di fronte agli avversari. Se li sognerà di notte, il terzino di Sarnico. Sorte analoga per i compagni di reparto, in parte corresponsabili sui gol subito.

Se il centrocampo ha girato a targhe alterne, con un Brighi non lucidissimo di fronte al suo recente passato, va registrata anche la giornata storta di Maxi Moralez. Il Frasquito non è riuscito proprio a entrare in partita, girovagando a vuoto sul fronte offensivo e segnalandosi solo per un'occasione. Troppo poco per uno con le sue qualità. Un piccolo campanello '’allarme, dal suono comunque flebile, che si aggiunge allo spezzone non brillantissimo offerto contro il Novara. Da un argentino all'altro: Ezequiel Schelotto ha invece confermato tutte le belle parole spese per lui. La benzina del Levriero non finisce mai.

Bene, come già accennato, anche il Tanque Denis, premiato con una convocazione in Nazionale che ha il sapore della rivincita. E anche Luca Cigarini può sorridere, con la sua bella convocazione in tasca. Storie di sacrificio e rivalsa, storie belle che fanno rima con Atalanta. Ora la pausa, salutare break per ricaricare le batterie in vista dei prossimi impegni di campionato. La ripresa sarà subito un match delicatissimo: a Bergamo arriverà l'Udinese di un miracolo ormai declinato in concreta realtà. Isole felici a confronto: se non ci fosse quella brutta penalizzazione alle spalle, per la Dea sarebbe una sfida da scudetto.