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Sei gol nelle ultime sette partite in campionato, sette nelle ultime nove con la Champions. E ancora: 9 gol e 6 assist in 14 gare. Il panterone nerazzurro Duvan Zapata non ha mai iniziato una stagione con questi numeri: è già record il suo ma, a -2 da Immobile nella classifica dei cannonieri di Serie A, non ha nessuna intenzione di fermarsi. Le sue reti hanno regalato all’Atalanta un momentaneo terzo posto e, se continua così, darà fastidio ad altre squadre ai piani alti. Come l’Inter, sempre più pentita di aver guardato altrove.
 
CHE REAZIONE SUL RIGORE- Anche perché adesso, se già prima era difficile valutarlo, sarà impossibile cederlo. Galvanizzato dall’interesse dei nerazzurri milanesi, da inizio stagione Zapata sta infilando una prestazione da 10 in condotta dietro l’altra. Non solo cinismo sotto porta, ma falcate sulla fascia in ripartenza, tanto fisico per farsi spazio nei varchi, molteplici occhi per leggere la posizione dei compagni in tempo reale e servire loro il suggerimento perfetto al gol. E queste sono solo le qualità tecniche e tattiche, ma ieri Duvan ha dimostrato di possedere anche grande forza di reazione, carisma e mentalità da leader. Nonostante il primo rigore fallito, poi fatto ribattere dal Var, Zapata ha saputo mantenere la freddezza giusta, ripresentandosi sul dischetto e aggiustando il tiro: capito l’errore, tiro debole e centrale, ha scagliato con potenza la sfera mirando sopra le spalle di Provedel. E questo suo personalissimo riscatto dagli 11 metri l’ha lanciato verso l’assist a Pasalic e a tante doppiette sfiorate. 
 
PASS PER LA CHAMPIONS- Il suo è un caso opposto rispetto a quello di Maehle, che in nazionale gioca a suon di gol e con la maglia nerazzurra, pur andandoci sempre molto vicino, resta a secco: Zapata invece in Colombia non vince (sempre 0-0) e non convince (0 gol), mentre con l’Atalanta si trasforma, più fiducioso e consapevole dei suoi mezzi, più libero di sbagliare, di correggersi, di tirare in porta. Anche in Europa, dove è appena tornato al gol con lo United e ora cerca la continuità contro lo Young Boys. È lui l’uomo Champions dell’Atalanta: per passare il girone all’Immacolata, per qualificarsi nel 2022/2023. Che l’Inter si consoli: oggi anche i 45 milioni richiesti in tempi meno sospetti, non basterebbero.