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Brutte notizie per Gasperini: il Valencia c’è, ha ruminato nel primo tempo, poi nel secondo ha messo sotto scacco l’Atletico di Simeone. Buone notizie per Jurgen Klopp: l’Atletico sbuffa, il meccanismo di Simeone sembra arruginito. Il Valencia non ha vinto perché Oblak è uno dei portieri migliori del continente e perché Gameiro, da trentaduenne ex generoso, ha fallito da principiante il gol del trionfo. Ma tecnico e giocatori dell’Atalanta, che lo attendono mercoledì al Meazza, avranno annotato parecchie cose davanti alla tv.

Primo: Albert Celades, successore di Marcelino che pare nelle mire milaniste, ha costruito una squadra rocciosa, piena di corsa ma anche di talento. Secondo: a proposito di talento, nella sfida di questa sera ho visto un giocatore destinato ad altissimi traguardi. Si chiama Ferran Torres, ha 19 anni appena ma già 60 partite in Liga e alcune presenze in Champions. Gioca da mezzo sinistro, ha qualità straordinarie, salta l’uomo, dribbla in velocità. Nella Liga ha già segnato 4 gol e fornito 4 assist. Ha fatto impazzire Saul Niguez, che non è l’ultimo arrivato, e messo in croce l’Atletico.

Terzo motivo per cui il Valencia non ha vinto: Savic e Felipe hanno confermato di costituire una coppia difensiva validissima, mentre Correa a Vitolo, le punte di diamante Colchoneros, non hanno trovato la serata di grazia. Neanche quando il Cholo ha affiancato ai due punteros Morata la musica è cambiata. I pericoli più concreti alla porta di Jaume li ha portati Thomas, ghanese dal destro esplosivo, autore del secondo gol dell’Atletico con un bolide dai 20 metri dopo una travolgente galoppata di una trentina. 

Con due reparti d’attacco assai carenti (le assenze di Rodrigo da una parte e Joao Felix e Diego Costa dall’altra hanno pesato) sono stati i centrocampisti e i difensori a fare la partita e a firmare i gol. Marcos Llorente al quarto d’ora del primo tempo, colpevolmente lasciato solo davanti la porta a raccogliere un bel triangolo Correa-Vitolo-Correa. Pareggio di Paulista al 40’ su suggerimento di Gomez in seguito a calcio d’angolo. Due minuti dopo il nuovo vantaggio di Thomas già descritto. Un primo tempo tutto sommato equilibrato, a differenza della ripresa griffata Valencia, che otteneva il nuovo pareggio al 58’ con una zampata dell’ interista Kondogbia che bruciava Llorente a due passi dalla porta di Oblak. Dopo di che sempre il Valencia ha comandato il gioco, con Kondogbia e Soler in ghingheri a supportare anche la cattiva giornata di capitan Parejo e lo show del giovin signore Torres (beato chi se lo prenderà). Se devo segnalare un punto debole – Gasperini lo avrà scritto sul suo taccuino – questo risiede nei due laterali di difesa, Wass e Gaya, che dai direttissimi delle fasce atalantine potrebbe avere problemi non da poco.

Il Valencia mantiene dunque l’imbattibilità del Mestalla (assieme a Barcellona e Real Madrid) ma ha perduto una buona occasione per scavalcare l’Atletico al quarto posto. L’Atletico ha deluso ancora, come in trasferta fa dall’inizio del campionato. La garra di Simeone non basta, l’attacco non morde, preoccupano le disattenzioni difensive. Ha preso altri due gol da palle inattive, e sono sei in tutto. Difficile che possa resistere martedì all’assalto del Liverpool, fino ad oggi la migliore squadra d’Europa. Anche se Simeone, fuori dai confini spagnoli, ci ha abituati a clamorose sorprese.