Oggi compie gli anni un grande, un grandissimo del nostro calcio. Giovanni Trapattoni supera la soglia degli 80 anni e noi di Calciomercato.com abbiamo scelto di celebrarlo raccontando alcuni degli episodi più curiosi che ci legano a lui e al passato del nostro calcio in cui "Il Trap" ha lasciato un segno davvero indelebile.

Auguri Trap/1
Vigilia di Hajduk Spalato-Fiorentina, gara di andata dei trentaduesimi della Coppa Uefa 98-99. Conferenza stampa di Giovanni Trapattoni nella sala interviste di uno stadio magnifico, chiamato “conchiglia” per la sua forma e perché sta di fronte al mare. Il Trap è in gran forma, come al solito. Mai visto giù di morale in tutta la sua carriera. Accanto a sé ha una stupenda interprete. Partono le domande e prende la parola un collega croato. La sua domanda è lunga e, si deduce, piuttosto articolata. Mentre parla, Trapattoni annuisce, fa su e giù con la testa. Ma davvero capisce quello che sta dicendo? Alla fine della domanda, ci intromettiamo: “Scusa Giovanni, ma se hai davvero capito quello che ha detto in croato, ci alziamo e ce ne andiamo. Non saremo mai alla tua altezza”. Il Trap ci guarda: “Uè, ma non lo sai che il tedesco e il croato sono due lingue molto simili?“ e unisce l’indice delle due mani per dare forza al concetto. Sapete come finisce? Il Trap, forte del suo passato a Monaco di Baviera col Bayern, risponde in tedesco e l’interprete traduce a noi la sua risposta. Grandissimo.
   Auguri Trap/2 
Roma-Fiorentina del ‘98, il Trap sulla panchina viola. La Fiorentina di Rui Costa, Batistuta ed Edmundo sta vincendo 1-0 all’Olimpico, gol, manco a dirlo, di Bati. Il mercoledì seguente i viola devono giocare in Coppa Uefa a Zurigo contro il Grasshoppers ed è questa la ragione che spinge Trapattoni a sostituire al 72' Edmundo con Robbiati. La decisione non piace proprio a O’Animal, passa davanti alla panchina come una furia, dicendo di tutto al tecnico che fa finta di niente. Succede però che la Roma rimonta, segnano Alenichev all’89' e Totti al 90'. Il Trap torna negli spogliatoi e trova ad aspettarlo Edmundo. Che si scaglia sull’allenatore e solo l’intervento di Antognoni, all’epoca direttore generale della società viola, evita il contatto fisico.

Ovviamente la tentata aggressione esce dagli spogliatoi e finisce sui giornali. Tutti spingono perché Trapattoni metta fuori squadra il brasiliano, che già in precedenza, in ossequio al proprio soprannome, aveva mostrato cenni di...insofferenza nei confronti del tecnico. Ma il Trap incassa e va avanti. Andiamo a Zurigo e quella sera Edmundo gioca una partita semplicemente stellare.  Dribbling, assist, una traversa, giocate maradoniane, queste sì degne del suo repertorio. La Fiorentina vince 2-0, segnano Batistuta e Robbiati, ma il protagonista è Edmundo. Così, a ogni colpo di genio, il Trap si gira verso la panchina, dove è seduto il suo vice e amico Romano Fogli, e gli dice: “E io uno così dovevo metterlo fuori, eh?“.