52
I cartellini autografati prima del quarto di finale di andata di Champions League tra Manchester City e Borussia Dortmund. Una richiesta fatta col sorriso, con la serenità di chi sa che è qualcosa di semplice e naturare per provare a fare qualcosa di bello: ed è così che Octavian Sovre, guardalinee 47enne romeno, ha chiesto ad Haaland di porre la sua firma sui cartellini gialli e rossi. E questa cosa gli è costata una sospensione dalla commissione centrale degli arbitri nella sfida tra Universitatea Craiova e CFR Cluj. 

Gesto ritenuto, da chi lo ha fermato, inaccettabile. Dietro, però, c'è la voglia di fare del bene: come riporta Gazeta Sporturilor, negli ultimi anni Sovre ha raccolto oltre 250 autografi di calciatori famosi per poi donarli all'asta a favore di un'associazione di beneficenza impegnata sul fronte dell'autismo. ​Un gesto che non è piaciuto all'associazione arbitrale. Neanche a Rosetti
L'ex fischietto italiano, che ora presiede la Commissione degli arbitri Uefa, ha dichiarato in una nota ufficiale: "​Dobbiamo essere responsabili. La UEFA ha cercato di far rispettare gli arbitri tanto quanto i giocatori, assumendo il ruolo: atletico, autorevole, rispettoso e professionale. Il gesto degli autografi è inaccettabile, è una questione di dignità e non possiamo dimenticare il numero di telecamere presenti alle partite della UEFA: mostrano tutto. Se si vuole essere rispettati tanto quanto i calciatori, perché chiedere loro un autografo o la maglia? Loro fanno lo stesso con te?". Invece, il tutto, aveva uno scopo ben preciso. Rosetti non lo sapeva. Ora, però, che la storia è nota, un passo indietro dalle autorità sarebbe giusto, in quanto Sovre voleva, e vuole, solo fare del bene.