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Avere Malinovskyi… che bello! L’ucraino risolve problemi, ha tante qualità: può giocare in tre ruoli, non si stanca mai, non parla, non perde un contrasto, difende bene il pallone, è dotato di buona tecnica e visione di gioco, ma soprattutto ha un tiro dalla distanza che spettina i portieri. Eh, sì, l’Atalanta ha pescato bene ancora una volta. Sono 5 i gol in Serie A per Malinovskyi, e ha giocato titolare soltanto 7 volte. Ad esempio era in campo dal primo minuto quando l’Atalanta rifilò 5 reti al Milan, ma forse questo è un caso. Ruslan, dopo Radja Nainggolan, è il miglior tiratore dal limite del campionato: hanno segnato entrambi 5 gol, il Ninja però li ha fatti tutti da fuori area, l’atalantino invece 4 su 5. Sarà una bella gara tra questi due. L’ultima prodezza dell’ex giocatore del Genk ha giustamente impressionato tutti. Si parla di una biglia calciata in rete alla velocità di 106 km/h. In questo articolo prenderemo in considerazione alcuni dettagli tecnici. Nel contempo, rileggendo un pochettino la sua storia tattica qui in Italia, cercheremo di individuare alcune costanti. Per Gasperini, Malinovskyi sta diventando un’arma precisa.      
 
IL GOL CONTRO LA LAZIO – Partiamo dal gol contro la Lazio. L’ucraino non sarebbe certo un così abile cecchino se non primeggiasse anche in tutto ciò che precede il tiro, ovvero nella sua preparazione. Già nel primo tempo aveva cercato una conclusione dalla distanza, mostrando tutta la sua rapidità di esecuzione in un fazzoletto di terreno, con tiro a sorpresa, uscito a fil di palo. Nella ripresa questa capacità è stata ancora più evidente. Osservate l’orientamento del corpo di Malinovskyi quando riceve il passaggio di De Roon, dopo che il pallone era stato respinto dall’area laziale sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dà le spalle alla porta. È praticamente fermo. E Jony sembra stia accorciando proprio su di lui.     



Dietro a Malinovskyi risale l’out Gomez, il battitore del calcio d’angolo. Questa cosa non è secondaria, perché ha attratto la corsa di Jony, che evidentemente non si aspettava la giocata improvvisa dell’ucraino. Infatti è come se il tiro, Ruslan, l’avesse deciso ancor prima di ricevere palla, mentre era fermo, dopo un rapido check spaziotemporale attorno a sé. Un attimo prima del controllo ha rotto l’attesa, aggredendo il pallone per orientarlo col piatto verso l’interno del campo. Questa attivazione improvvisa ha preso in controtempo il laterale della Lazio, che è stato così tagliato fuori.
 


Grazie a un cambio di inquadratura ora possiamo apprezzare un dettaglio che altrimenti potrebbe sfuggirci, e che rende ancora più sorprendente l’esecuzione del numero 18 della Dea. La rincorsa sullo stop orientato nello spazio utile è perfettamente parallela alla linea di porta. La cosa impressiona abbastanza considerando la velocità finale del tiro.  



OLTRE I TABÙ – È chiaro che con queste competenze e abilità balistiche Malinovskyi durante la partita si diverte. Spero non vi sia sfuggita, nel primo tempo di Atalanta-Lazio, una giocata un po’ osé dell’ucraino, tanto bella quanto funzionale. Una giocata che sfida il tabù del passaggio orizzontale. Se il destinatario è Gomez, infatti, puoi, se ne sei capace, sparagli un proiettile radente che attraversi l’asse centrale del campo, incurante di un possibile intercetto da parte dell’avversario più vicino all’argentino (in questo caso Sergej, la mezzala destra della Lazio).       
 


Grazie a questo fulmineo cambio di gioco da spazio di mezzo a spazio di mezzo (dal trequarti destro al trequarti sinistro), nascerà poi una splendida combinazione tra il Papu e l’interno Freuler, che nel frattempo si sarà andato a inserire in area, velando il proiettile di Malinovskyi.  



Difficile rendere la bellezza e l’utilità di questo gesto tecnico attraverso una sequenza di fotogrammi. Ma un po’ si capisce anche così la velocità a cui sta viaggiando questo passaggio. Sergej pur essendo a pochi metri dal Papu può solo restare a guardare. Non fa in tempo nemmeno a tentare l’intercetto.



VICE-ILICIC – Veniamo alla duttilità tattica di Malinovskyi. Contro la Lazio ha sostituito Ilicic, giocando quindi da trequartista/attaccante sul centrodestra del fronte d’attacco bergamasco. Eccolo assecondare una soluzione tipica contro il 5-3-2 difensivo degli avversari. Taglio di Zapata, filtrante mancino alla Ilicic. È l’azione del primo gol della Dea. Malinovskyi ha messo lo zampino pure nel 2 a 1 firmato da Gosens. Dopo il taglio di Duvan, appoggio del colombiano e cross di Hateboer per il mismatch aereo tra il laterale tedesco e Lazzari.  



CONTRO LE DIFESE A CINQUE – Sempre sostituendo Ilicic, Malinovskyi aveva punito anche il Verona il 7 dicembre, il giorno del suo primo gol in Serie A. Altro eurogol, praticamente dalla stessa mattonella di mercoledì sera. Quella volta però era in corsa, partito da centrocampo e lanciato verso la porta ad accompagnare internamente una sgroppata palla al piede di Hateboer.

Sull’appoggio dell’olandese, davanti a sé Malinovskyi aveva un muro giallo: la difesa a cinque del Verona.



Un controllo perfetto e fucilata all’incrocio ignorando tutto e tutti (specialmente le correnti Gomez e Pasalic, pronte a inserirsi in un buco centrale abbastanza interessante).   



Forse è un caso forse no, i 4 gol su 5 segnati dall’ucraino da fuori area sono stati realizzati tutti contro squadre che si difendevano a cinque (unica eccezione il Lecce). Quando gli avversari alzano il muro a ridosso della propria area, Gasperini può contare sul bazooka di Malinovskyi.    
 
MALINOVSKYI DA INTERNO: QUANDO? – Così pure all’Artemio Franchi, quando l’ucraino, entrato da poco per Pasalic, dunque da interno di centrocampo, decise la partita con un bolide dalla distanza (1-2 il risultato finale). Sì, ho detto da interno, altro ruolo. Eppure l’azione del gol si sviluppò in questo modo, con Malinovskyi liberato dal Papu sulla trequarti. Nessuna anomalia, la posizione di entrambi è frutto di un interscambio. Quando l’Atalanta deve spingere l’acceleratore per vincere o pareggiare, Malinovskyi interno di centrocampo è una carta che sbilancia la Dea ancora di più. Di fatto Gasp arriva a schierare tre trequartisti.   



Malinovskyi riceve e punta la difesa. Troppo spazio tra la prima e la seconda linea viola…



Questo appena vede la porta tira… Da notare la postura assunta dal corpo dell’ucraino poco dopo l’impatto col pallone. Stavolta cercava l’angolino.   



IL TREQUARTISTA – Non ci siamo dimenticati del Malinovskyi trequarti puro, al centro del 3-4-1-2. Sono tre, infatti, i ruoli che può fare. Il problema è che qui c’è ancor più concorrenza: Gasperini ha già Gomez e Pasalic. Il tecnico della Dea, quando non sceglie il Papu, gli preferisce spesso l’ex giocatore del Milan forse per l’abilità negli inserimenti e soprattutto per la differenza d’ altezza: in poche parole per le sue doti nel gioco aereo. Ruslan infatti soltanto contro il Bologna ha segnato sfruttando un inserimento dentro l’area (ancora una volta di sinistro).  



E, guarda caso, contro avversari che dietro gioca(va)no a quattro. Buchi del genere del resto aiutano molto a migliorare.