Che il caso Bari incombesse sui playoff di Serie B lo si sapeva da tempo: non sono nuovi i deferimenti né erano sconosciute le conseguenze che una condanna del club pugliese avrebbe potuto determinare sulla classifica. Ma il nostro calcio è gestito da dilettanti, i quali - un po' per incapacità, un po' per mancanza di rispetto nei confronti di tifosi e calciatori - non riescono a prendere una decisione corretta con tempi e modi altrettanto corretti.

E' accaduto così che il presidente Balata abbia ufficializzato solo ieri il rinvio dei playoff in seguito alla (assolutamente legittima, per carità) protesta del Cittadella, il quale giocherebbe in casa e con due risultati a disposizione la partita d'andata proprio contro il Bari in caso di penalizzazione dei pugliesi. Una scelta che era sembrata inevitabile già dieci giorni fa e che invece è stata rinviata senza un motivo, in assoluto disprezzo nei confronti dei tifosi (quelli del Bari, ad esempio, avevano già acquistato 8500 biglietti) e dei calciatori (i quali si stavano preparando, mentalmente e fisicamente, per giocare tra due giorni: in ballo ci sono anche Perugia e Venezia, oltre a Palermo e Frosinone).
Se la decisione fosse stata presa ieri perché si era verificato qualcosa di assolutamente clamoroso e grave all'ultimo minuto, lo avremmo capito. In questo modo, invece, si ha solo la sensazione che il nostro calcio sia in mano a dilettanti, i quali con arroganza se ne fregano di chi manda avanti questo mondo. Che non sono loro, ma i tifosi e i calciatori.

@steagresti