Il mondo dello spettacolo e non soltanto quello ha perso l’ultimo autentico maestro sul quale poteva ancora contare. Dopo Sergio Bernardini, patron de “La Bussola”, e David Zard, l’uomo che portò per primo Madonna in Italia, anche Bibi Ballandi ci ha lasciati. Era  malato da qualche anno ma non aveva mai smesso di lavorare supportato da quella grande fede che lo aveva spinto a organizzare un memorabile concerto in Vaticano per Papa Wojtyla.

Era conosciuto, apprezzato e  molto amato dagli artisti di mezzo mondo per il suo modo di fare semplice e soprattutto onesto. Una rarità per un ambiente dove il numero dei falchi supera di gran lunga quello delle colombe. Proprio come nel calcio dove la bramosia per il denaro e la smodata avidità riesce a trasformare anche le brave persone in predatori professionisti. E Bibi (foto Repubblica.it) di numerosi calciatori era amico. Tutti coloro che, nel tempo e per anni, avevano fatto della sua discoteca riminese, la mitica “Bandiera Gialla”, un punto di riferimento per il loro divertimento estivo.

Era il re degli show televisivi. Fiorello, Celentano, Jovanotti, Laura Pausini, Panariello e centinaia di altri personaggi popolari. Sotto la sua organizzazione, sempre intelligente e mai urlata, si sono sviluppati i migliori spettacoli degli ultimi anni. Un sognatore di quelli che, in un modo o nell’altro, riescono sempre a fare in modo che i desideri diventino realtà. Due soltanto Bibi Ballandi non è riuscito a portare a compimento. Il primo è, come ebbe a confessare di recente, poter ricevere una telefonata da Mina per sentirsi dire “Torniamo insieme in tivvù”. Il secondo è quello di essere stato bloccato dal fisco italiano quando aveva convinto Diego Maradona a danzare con Milly Carlucci in “Ballando con le stelle”. Tre milioni era il compenso stabilito per il Pibe, con tanto di contratto firmato. Una somma che l’Agenzia delle Entrate provvide a mettere subito sotto sequestro perché Diego era stato ritenuto colpevole di frode fiscale nei confronti dello Stato italiano. Venuto a conoscenza di ciò, Maradona due giorni prima della trasmissione inviò un certificato medico e il sogno sfumò.

Di lui, in ogni caso, resteranno sempre i ricordi legati ai momenti autenticamente lieti che sapeva regalarci mitigando, con la forza della musica o della risata, i nostri affanni quotidiani. Animato e spinto dalla parola d’ordine che aveva fatto propria e che mai ha disatteso: “Per vincere occorre saper fare squadra. Il singolo non basta”. E la squadra dello spettacolo oggi si è compattata in maniera meravigliosa per salutare l’amico Bibi.

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