Io sono forte e voi? E noi invece pensiamo di no. Viene da rispondere cosi alla provocatoria domanda del post Instagram che Mario Balotelli ha pubblicato in seguito alle polemiche che si sono scatenate sulla sua opaca prestazione in azzurro contro la Polonia. Perché sinceramente non se ne può più! Non tanto per le polemiche che lo vedono sempre coinvolto. Non tanto per quello che avrebbe potuto essere la sua carriera, che invece giustamente e logicamente non è mai stata. Non tanto perché continua a considerarsi uno dei giocatori più forti del mondo, quando invece è solo uno dei tanti, e neanche dei migliori. Quanto piuttosto perché c'è ancora qualcuno che crede - o fa finta di credere - troppo nelle sue (presunte) potenzialità, dandogli addirittura la possibilità di scendere in campo in uno stato di forma al limite dell'osceno, e per di più con la maglia della Nazionale.

Quel qualcuno risponde ovviamente al nome di Roberto Mancini, grande allenatore e grandissimo fuoriclasse che ha sempre avuto un occhio di riguardo per quei giocatori che come lui sono dotati di talento, ma che non avrebbe mai e poi mai dovuto puntare su un Balotelli in quello stato. Le polemiche che stanno coinvolgendo Mario infatti, sono del tutto sacrosante. Balotelli infatti, è un calciatore nel senso più didascalico del termine: le uniche sue doti infatti sono sempre state soprattutto quelle balistiche, legate al suo tiro, poi per il resto basta.

Balotelli rischia di passare alla storia come un calciatore povero dal punto di vista tattico. Basta rivedere una qualsiasi partita nel corso della sua carriera per rendersi conto che il più delle volte è sempre avulso dalla manovra di gioco, spesso fuori posizione, ha sempre dato la sensazione di essere un estraneo che si trova a passare di lì per caso, e infatti spesso i suoi gol sono colpi estemporanei, figli di un gesto totalmente alieno rispetto al contesto e alla trama di gioco della partita. Balotelli è sempre stato una sorta di prestigiatore che al momento più impensabile era capace di tirare fuori il più inaspettato dei conigli dal suo cilindro; un cilindro fornitissimo di trucchi balistici, ma abbastanza povero per tutto il resto. La partita di venerdi contro la Polonia, ne è stata solo l'ennesima riprova, che ha confermato come Balotelli sia un giocatore che non solo non ha il senso della posizione e lo spirito di sacrificio, ma neanche quella fantasia necessaria per provare a fare movimenti utili alla manovra della squadra.

Si tratta di limiti congeniti nel suo profilo di calciatore, ma che l'altra sera apparivano enormi, perché si sono palesati nel più brutale dei modi a causa di quei troppi chili in più con i quali Mario è sceso in campo. Qui però la tirata di orecchie non può essere fatta a lui, quanto piuttosto nei confronti di Mancini e di tutto lo staff azzurro, perché a quei livelli dovrebbe essere semplicemente inconcepibile il solo pensare di poter mandare in campo un giocatore in quelle condizioni, soprattutto poi se quel calciatore si chiama Balotelli, uno sul quale i riflettori non si spengono mai. Un errore di una tale sciatteria da tutti i punti di vista, che verrebbe quasi il sospetto che sia stato fatto volutamente per bruciare definitivamente ogni speranza di rilancio di Balotelli in maglia azzurra, un sospetto ovviamente meramente provocatorio e troppo assurdo per essere preso sul serio. Stavolta però qualcuno dovrebbe assumersi delle responsabilità, perché l'errore è stato gigantesco, e l'unico ad averne pagato le conseguenze, è stato come al solito Balotelli, anche se forse la colpa non è stata sua...o non solo sua.



@Dragomironero