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Anche i ricchissimi piangono. La crisi economica provocata dalla pandemia, generata principalmente dal crollo del mercato pubblicitario e dagli introiti legati alla presenza del pubblico negli stadi, non ha risparmiato proprio nessuno. Nemmeno quei club che da almeno un ventennio a questa parte figurano stabilmente nei primi posti nelle classifiche per fatturato, come Barcellona e Real Madrid. E se non si trattasse di un'azienda abituata a incassare cifre spaventose da diritti tv e dalla commercializzazione del proprio marchio, sarebbe da considerare disastrosa in particolare la situazione dei blaugrana.

PROFONDO ROSSO - Cadena Cope e Cadena Ser hanno diffuso il documento relativo al bilancio approvato lo scorso 30 giugno, quando era ancora in carica il discusso ex presidente Bartomeu: rispetto all'anno precedente, i debiti complessivi hanno raggiunto quasi la quota di 1,2 miliardi di euro, 730 milioni dei quali da estinguere nei prossimi mesi. E una voce particolarmente importante è quella dei soldi da versare nelle casse dei club con cui ha effettuato recentemente delle operazioni di mercato. Quasi 200 milioni di euro tra cui spiccano i 40 per l'acquisto di Coutinho dal Liverpool e le somme dovute alla Juventus per Pjanic e Matheus Pereira. Dopo aver fatto ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti e aver raggiunto un faticoso compromesso con i giocatori per la riduzione degli ingaggi, il Barcellona sta cercando di rinegoziare con le banche le scadenze dei prestiti (secondo Deportes Cuatro richiesti anche per pagare l'ingaggio di Messi) per non entrare in default.
ANCHE IL REAL SOFFRE - Una situazione ben lontana da quella vissuta dai catalani, ma comunque degna di nota è quella che sta vivendo anche la più acerrima rivale, il Real Madrid. La pesante contrazione dei ricavi provocata dall'emergenza Covid, unita alle spese sostenute e ancora da sostenere per completare il rinnovamento del "Bernabeu" hanno inciso e non poco sulla liquidità per la gestione corrente. Le difficoltà nelle trattative per i rinnovi di contratto dei calciatori in scadenza, su tutti del capitano Sergio Ramos, sono una spia di una sofferenza lampante per la società più famosa e importante del mondo. Tanto da portare il presidentissimo Florentino Perez a discutere con l'hedge fund statunitense Providence per avere l'anticipo degli incassi dai contratti di sponsorizzazione fino al 2027. C'è bisogno di soldi freschi e ce n'è bisogno subito: anche i ricchissimi piangono.