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"Sono stanco di essere sempre io il problema di tutto". Lo sfogo di Lionel Messi al ritorno dagli impegni con l'Argentina racconta una tremenda verità: al Barcellona tutto ruota attorno alla Pulce, che nei fatti ora rappresenta davvero il problema numero uno per i blaugrana. Almeno per quanto riguarda il suo futuro, un rebus intricato e ancora lontano dall'essere risolto. L'addio del grande nemico Josep Maria Bartomeu sembrava poter spalancare le porte al rinnovo del contratto che ora scade al termine della stagione, ma al contrario delle aspettative la situazione è ancora in alto mare e nel pieno della rivoluzione societaria, con le elezioni per il nuovo presidente fissate per il 24 di gennaio, il Barça fatica a trovare forza per riaprire un canale con il giocatore e il suo agente.

QUANTI NODI - Tensione e incertezza, non certo il clima che Messi vorrebbe respirare alla vigilia della sfida con l'Atletico nella quale toccherà quota 800 presenze con la maglia del Barcellona tra giovanili e prima squadra (741 gare ufficiali, 58 amichevoli). Ma dietro allo sfogo della Pulce, pur diretto alle accuse arrivate dall'ex agente e dallo zio di Antoine Griezmann, c'è tutto il malessere per una permanenza in Catalogna che si fa sempre più scomoda. Per motivi di campo, un rendimento non più sempre al top al quale si legano l'addio dell'amico Suarez e un'imminente rivoluzione tra i senatori, per motivi di spogliatoio, non tutti i nuovi vedono di buon occhio il suo dominio, e per motivi extra-calcistici dovuti anche al costante occhio del Fisco, che lo ha atteso assieme ai cronisti in aeroporto. Tanti fattori che incrementano il malumore e che rilanciano le quotazioni di un addio al termine della stagione. Ma verso dove?
IL CITY C'E' - L'Inter resta una suggestione, per quanto a livello di costi l'operazione risulterebbe quasi infattibile, il PSG potrebbe tentare un assalto se non dovesse arrivare al rinnovo di uno tra Neymar o Mbappé. Ma la pista più calda è indubbiamente quella che porta al Manchester City, anche alla luce dell'ultimo movimento: il rinnovo di Pep Guardiola fino al 2023. "Ho ancora del lavoro da fare qui", e in Inghilterra assicurano che in questa frase sia compreso anche riuscire nel colpo 'impossibile': ricongiungersi con Messi, nonostante sull'argomento il tecnico continui a nicchiare ("Leo è un giocatore del Barcellona. Se mi chiedete la mia opinione come persona, sono grato al Barcellona per cosa ha fatto per me. Da giocatore e poi da allenatore mi ha dato tutto. Mi piacerebbe che Messi finisse la carriera lì. Mi piacerebbe e me lo auguro, da tifoso del Barcellona. Ma il suo contratto finisce quest'anno e non so cosa succederà nella sua testa..."). In estate i Cityzens hanno già dimostrato di avere la potenza economica necessaria per tentare un affare del genere, grazie anche al TAS che ha ribaltato la sentenza della Camera Giudicante Uefa (riammissione in Champions e 'mazzata' alla federazione in tema Fair Play Finanziario). Ora, con la rinsaldata posizione di Guardiola, la candidatura acquista nuovamente forza e i contatti proseguono per provare a concretizzare l'impresa già a febbraio quando il giocatore potrà accordarsi liberamente con un altro club, se ovviamente il nuovo management blaugrana non riuscirà a strappare l'accordo per il rinnovo. Tra le speranze del Barcellona e la possibilità di tornare a lavorare con Guardiola saranno settimane calde, caldissime per Messi: perché volente o nolente, è proprio lui il grande problema del Barça.

@Albri_Fede90