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Juve e Barcellona, così diverse e così uguali. Anche nei numeri. La finale di Berlino, infatti, non è vede solo nella caccia al triplete un punto comune tra le due squadre: quella di sabato sarà anche l'ottava finale di Champions o Coppa dei Campioni nella storia bianconera e blaugrana. Quello che cambia è il bilancio tra vittorie e sconfitte, solo due i trofei nella bacheca della Juve, quattro in quella del Barcellona.

QUI BARCELLONA – La storia parallela inizia nel 1961, quando il Barça di Orizaola vennne sconfitto 3-2 dal Benfica pre Eusebio di Béla Guttmann: era il Barcellona degli ungheresi, di Kubala, Kocsis e Czibor, ma anche di Luisito Suaréz. Serviranno altri venticinque anni per rivedere il Barcellona in finale, nel 1986 per il gruppo di Terry Venables arriva però una sconfitta incredibile contro lo Steaua Bucarest che vinse 2-0 ai calci di rigore che passò alla storia per la clamorosa serie di ben quattro rigori sbagliati da Alexanko, Pedraza, Pichi Alonso e Peña al cospetto dell'eroe per una notte Duckadam. Il terzo tentativo è poi quello buono: nel 1992 il Barcellona di Crujiff è la prima squadra ad aggiudicarsi la Champions League, a Wembley è il missile di Koeman al 112' a far cadere la Sampdoria di Boskov, Vialli e Mancini. La vendetta italiana arriva nel 1994, quando ad Atene il favoritissimo Barça di Crujiff con Romario e Stoichkov, crolla 4-0 sotto i colpi del Milan di Capello, Savicevic, Maldini e tutti gli altri. Fu anche l'ultima finale persa da un Barcellona che da lì in poi non fallì più un solo appuntamento: nel 2006 è Frank Rijkaard il tecnico della squadra che supera 2-1 in rimonta l'Arsenal a Parigi, nel 2009 (2-0) e nel 2011 (3-1) è sempre il Manchester United a soccombere al cospetto del Barça di Pep Guardiola e Leo Messi che ha rivoluzionato il calcio mondiale dell'ultimo decennio.

QUI JUVE – Sette finali fin qui giocate anche dalla Juve, con molti più dolori che gioie. La prima è data 1973, a Belgrado è Rep dopo appena quattro minuti a firmare l'1-0 con cui l'Ajax dei fenomeni superò la Juve di Vycpàlek. Nel 1983 ad Atene è un'autentica beffa quella che la Juve di Trapattoni subì contro l'Amburgo: il gol di Magath dopo 8 minuti è l'ultimo subito nella carriera da Zoff cui rimarrà il rimpianto di non aver alzato anche la Coppa dei Campioni dopo la Coppa del Mondo. Come per il Barcellona, anche la Juve riuscì a vincere il trofeo al terzo tentativo nel giorno della tragedia dell'Heysel: di Platini il gol su rigore che sconfisse il Liverpool, 39 le vittime che persero la vita da innocenti a Bruxelles. Nel 1996 a Roma venne poi scritta una pagina di storia esclusivamente calcistica: Ravanelli e Litmanen firmano l'1-1 di Juve-Ajax che ai rigori premiò i bianconeri, di Jugovic l'ultimo penalty di una stagione che consacrò il calcio di Lippi e i colpi da fenomeno di Del Piero. Il punto di inizio di un ciclo che vide la Juve arrivare per ben tre volte consecutive, record ancora imbattuto, in finale: ma quelle del 1997 e del 1998 rimarranno due autentiche beffe contro il Borussia Dortmund a Monaco di Baviera (3-1, doppietta di Riedle e gol di Ricken e Del Piero) e il Real Madrid ad Amsterdam (1-0, gol di Mijatovic). L'ultimo assalto fallito alla coppa dalle grandi orecchie rimane poi quello della Juve del Lippi-bis nel 2003, quando a Manchester fu Dida ad ergersi ad eroe del Milan respingendo i calci di rigore decisivi di Trezeguet, Zalayeta e Montero.

Nicola Balice
@NicolaBalice