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"Ora basta". È stato questo, in sintesi, il pensiero di Joan Laporta dopo l'ennesima delusione di questo inizio di stagione del suo Barcellona. La sconfitta col Rayo Vallecano di Radamel Falcao ha convinto anche gli ultimi difensori di Ronald Koeman della necessità dell'esonero. Un cambio in panchina, nel momento in cui sarebbe probabilmente necessaria anche una profonda rivoluzione della rosa blaugrana, operazione però impossibile per via dei conti del club.

XAVI IN POLE - A pagare, quindi, è stato l'allenatore olandese, ormai da mesi in bilico ma rimasto al suo posto dopo l'estate più complicata della storia recente del Barça, quella dell'addio di Leo Messi. Il primo nome per sostituirlo è lo stesso di qualche mese fa, ovvero Xavi. I primi contatti si sono riattivati già a partire dalla notte, ma è probabile che serva qualche giorno per liberare l'ex centrocampista dal suo contratto con l'Al Sadd, come dimostrato anche in passato. Laporta si è dato una decina di giorni di tempo massimo, fino alla sosta per le nazionali di inizio novembre, per riuscire a riportare Xavi a Barcellona, convinto che non sia il momento di esperimenti, ma della necessità di mettere nello spogliatoio un profilo che conosca perfettamente l'ambiente catalano in un momento di così grande difficoltà.
LA VERITÀ SU PIRLO - Anche per questo motivo, resta in secondo piano il nome di Andrea Pirlo. Il Maestro piace molto a Laporta, che lo apprezzava da calciatore e rivede in lui delle idee di calcio che si sposerebbero bene con lo stile Barça. La poca esperienza maturata da allenatore, con una sola stagione, seppur alla guida di un grande club come la Juventus, sta però frenando il presidente, che non ha mai contattato direttamente l'ex centrocampista bresciano. Non è escluso che possa farlo nei prossimi giorni, se non dovesse sbloccarsi la pista che porta a Xavi, che a oggi rappresenta però la prima opzione: il Barcellona deve ripartire e ha deciso di farlo da uno dei suoi simboli. 


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