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José Ignacio Castillo è intervenuto questo pomeriggio ai microfoni di Lady Radio per parlare della sfida di domenica prossima fra Bari e Fiorentina, ovvero il passato recente ed il presente dell'attaccante argentino. 'L'obiettivo della salvezza è stato raggiunto con due mesi di anticipo, e per una squadra così è un fatto molto positivo - ha spiegato l'ex centravanti del Lecce -. La piazza di Bari è molto calda, con i risultati del girone di andata i tifosi sono stati esigenti ma c'è stato un calo. Personalmente l'anno è iniziato male e sta finendo non benissimo. Ho fatto qualche gol, ma a dire la verità non è andata come volevo, per tanti motivi'. 'Il problema è stato l'aver saltato il ritiro la scorsa estate, per essermi fatto male, e quando ho ripreso l'ho fatto nella parte conclusiva - ha aggiunto Castillo -. A Firenze avevo una grande possibilità che non sono riuscito a sfruttare per gli infortuni che mi hanno colpito. Le mie qualità migliori le posso sviluppare solo facendo il ritiro. Mi ritengo un giocatore normale per la serie A, ma quando vengono meno le possibilità dal punto di vista fisico, la tecnica non mi aiuta e quindi divento non adatto'. L'attaccante si è soffermato poi sugli aspetti tattici: 'Quando sono stato bene fisicamente, a Pisa o a Lecce, ho dimostrato che posso giocare, anche senza essere il vice di qualcuno - ha concluso Castillo -. Ci tenevo a dare una mano in serie A, anche perché il modulo della Fiorentina era adatto per me, come per Gilardino. Non ho mai giocato insieme a Jovetic e poco con Mutu, giocatori che ti fanno fare gol, così come Marchionni e Vargas, mentre ho spesso giocato con Gilardino. Si è preteso da me di fare assist a Gilardino, mentre abbiamo caratteristiche troppo simili. Montolivo? Non so se abbia lo spunto per la mezzapunta, il ruolo che adesso gli ha dato Prandelli è secondo me quello migliore per le sue caratteristiche. Sicuramente a Montolivo non manca il piede. Una cosa è certa: ho portato bene alla Fiorentina, perché da quando me ne sono andato le cose sono peggiorate. Forse ai viola conveniva tenermi. Me ne sono andato da Firenze con gli stessi pensieri che ho adesso: normale non avere avuto stima di me, ma mi ha dato fastidio che da una parte non mi volevano più e dall'altra mi volevano tenere. Avrei preferito maggior sincerità a 34 anni, piuttosto che assistere ad un rimbalzo di responsabilità sull'avermi ceduto. Alla fine ho deciso io, scegliendo Bari, ma avrei preferito rimanere fino a fine stagione a Firenze'.