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Ormai è tramontata anche l'illusione. Il Bari perderà il suo capitano. Con ogni probabilità, già in giornata Massimo Donati sarà ceduto al Palermo. Il dialogo tra il club biancorosso e quello rosanero è alle battute finali: Andrea D'Amico, procuratore del 30enne centrocampista, è in Sicilia per sistemare gli ultimi dettagli dell'accordo. La società di Zamparini rileverà il cartellino del giocatore sgravando il Bari dell'ingaggio da corrispondere a Donati fino al termine del campionato (oltre 350mila euro netti), nonché per il prossimo anno (circa 700mila euro). In più, alla società pugliese sarà girato un giovane da scegliere in una lista di tre nomi, due dei quali sono il centrocampista ungherese Simon (classe ’90) e l'esterno Di Matteo, 23 anni.

Al di là delle dichiarazioni di facciata, né l'amministratore unico Garzelli, né il ds Angelozzi lasciano partire a cuor leggero l'elemento più rappresentativo della squadra. Non a caso, il mediano era già stato trattenuto la scorsa estate, resistendo alle proposte del Cagliari. Tuttavia, il diktat della proprietà è chiaro: bisogna terminare la stagione. E liberarsi del pesante stipendio percepito da Donati è una delle poche risorse cui attingere. Inevitabile, pertanto, prendere la decisione più dolorosa. Un duro colpo anche per Torrente, che ha sempre ritenuto Donati il leader del gruppo, oltre che un elemento determinante. Aspetto, quest'ultimo, da non sottovalutare. Perché il Bari non possiede un altro centrocampista che ricordi il friulano per qualità e fisicità.

Già, perché Donati è il catalizzatore del gioco, ma anche l'unico del reparto centrale a distinguersi nel gioco aereo. Insomma, a meno che Angelozzi non si inventi sul mercato una soluzione tecnicamente valida ed anche a basso costo, non è arduo affermare che con l'addio del capitano diminuiscano sensibilmente le possibilità di agganciare il treno dei play-off. D’altra parte, finora Donati ha saltato solo tre gare: i match interni con Pescara e Verona e la trasferta di Torino. Un tris di sfide che ha prodotto appena un punto (sul campo dei granata capolisti), nonché le due sconfitte più deludenti al San Nicola. La pressoché scontata cessione del numero cinque dei galletti ha scatenato la delusione dei tifosi, che hanno già disseminato di messaggi i forum dei siti internet dedicati al Bari. E in effetti appare beffarda l'ennesima rinuncia a fronte di una prospettiva tutt'altro che solida.

Ammesso, infatti, che il Bari arrivi senza ulteriori scossoni a fine stagione, quale futuro attende poi il popolo biancorosso? Sarebbe il caso che una volta per tutte la proprietà facesse luce sulle prospettive del club. Al momento, l'unica certezza è che oggi dovrebbe essere finalmente sottoscritta la transazione sul contenzioso con il Comune per l'utilizzo degli impianti sportivi. In realtà, l'accordo sarebbe già dovuto essere ratificato ieri, ma la società ha dovuto rimuovere una clausola non prevista dalla bozza del negozio. Sarà, invece, il Gruppo Veneto Banca a garantire la fideiussione sulla copertura della somma (1,2 milioni pagabili in 56 rate) dovuta all'ente locale. La piazza, intanto, è in fermento: ieri gli Ultras hanno convocato presso la loro sede tutte le componenti del tifo barese (club, associazioni, rappresentanze dei siti internet) allo scopo di organizzare una manifestazione mirata a sensibilizzare la città sul salvataggio della squadra. Chissà che non sia la molla che spinga qualcuno a tutelare un patrimonio ultra centenario.

(Corriere del Mezzogiorno - Edizione Puglia)