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Un'eredità a due facce. Il Bari torna da Napoli con un punto importantissimo e con un carico consistente di consensi. D'altra parte, tuttavia, rimedia tre infortuni di peso (Salvatore Masiello, Barreto e Raggi) che potrebbero costringere l'ottimo Ventura ad inventarsi qualche altra soluzione a sorpresa per la sfida dell'ora di pranzo, domenica prossima contro il lanciatissimo Cagliari. Per il momento, però, il presidente Matarrese vuol godersi gli aspetti positivi. La sua creatura continua a sfornare bel calcio su ogni campo d'Italia e di fronte a qualsiasi avversario. Una realtà narrata anche dalla classifica che vede i biancorossi a quota quattro dopo aver affrontato la Juventus in casa ed il Napoli al San Paolo. E proprio l'emozionante trasferta partenopea ad illuminare il volto del patron dei galletti.

'Da molto tempo - attacca Vincenzo Matarrese - non seguivo la squadra fuori casa. Ma stavolta ho fatto un’eccezione. Ebbene, confesso che mai viaggio è stato più proficuo. Malgrado affrontassimo una squadra altamente competitiva in un ambiente caldissimo, con l'ulteriore handicap di rinunciare al nostro pubblico, ho visto i ragazzi dettar legge. Se il palo non avesse negato la doppietta a Barreto, ora saremmo in testa con il Chievo. La gratificazione più bella è stata vedere i napoletani che fischiavano i loro giocatori ed applaudivano il Bari. Una dimostrazione lampante del nostro valore'.

Sull'onda dell'entusiasmo, Matarrese sogna un futuro ambizioso. 'Ventura è un grande allenatore', afferma il massimo dirigente biancorosso. 'Ed io mi tengo stretti i tecnici validi. Abbiamo confermato l'ossatura dello scorso campionato arricchendola con qualche buon acquisto. L'obiettivo sarebbe ripetere l'ultima, bellissima, stagione. Ma confesso di aver chiesto a Ventura di provare addirittura a far meglio. In fondo, perché porci limiti? La società si impegna al massimo per offrire alla squadra la massima tutela. In molti, ad esempio, mi chiedono come mai Almiron si sia smarrito alla Juventus e faccia il fenomeno a Bari. La risposta è semplice: perché qui si cerca di inculcare un esempio di vita e di entrare nella testa dei giocatori per aiutarli ad esprimersi al massimo'.

Ad ogni modo, le prospettive avrebbero potuto essere ancora più solide se il mercato avesse consegnato a Ventura qualche pedina in più, soprattutto in difesa. 'Ho notato - replica Matarrese - un certo scoramento per il mancato arrivo di Rinaudo. Purtroppo, abbiamo pagato un atteggiamento scorretto del Napoli. Ma ho promesso a Ventura che a gennaio investiremo. Punteremo su un elemento di valore e che possa garantire al Bari continuità, piuttosto che affidarci ad un prestito'.

A Ventura, però, un innesto in retroguardia sarebbe servito subito. Il tecnico ligure, infatti, perderà Salvatore Masiello per circa un mese. Il 28enne laterale ha riportato uno stiramento ai flessori e, nella migliore delle ipotesi, rientrerà per il posticipo interno con la Lazio, in programma dopo la sosta di ottobre. Meno grave la situazione di Raggi che a Napoli è uscito per crampi. Attualmente, però, Ventura conta, comprendendo il giovane Rinaldi, appena sei difensori. Per il match di domenica con il Cagliari non ci sarà praticamente alternativa al quartetto Belmonte-Andrea Masiello-Marco Rossi-Parisi. Ed il contesto è molto simile in attacco, dove si attende la soluzione del rebus Barreto. Il brasiliano accusa una dolenzia alla schiena ed un risentimento all’inguine: nel pomeriggio si sottoporrà ad esami strumentali. Ma se desse forfait, con il Cagliari sarebbe emergenza pura.

(Corriere del Mezzogiorno - Edizione Puglia)