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Ai tifosi del Bari resta soltanto il piacevole ricordo dell'intenso abbraccio al figliol prodigo Cassano, che per la prima volta batte la squadra della sua città. Per il resto, la parentesi di Coppa riserva ai biancorossi l'ennesima amarezza. Non c'è storia. Tra Milan e Bari c'è un divario abissale. Persino troppo ampio considerando che le due compagini militano nello stesso campionato. I rossoneri archiviano la pratica qualificazione con un 3-0 firmato da Ibrahimovic, Merkel e Robinho e approdano ai quarti di finale di Coppa Italia dove incontreranno la Sampdoria. Ci si aspetterebbe una risposta dal Bari. Almeno sul piano caratteriale. Invece, la truppa di Ventura è sempre uguale a se stessa: lenta, compassata, improntata su un possesso palla che se lo scorso anno generava azioni entusiasmanti, in questo torneo si rivela soltanto stucchevole.

I biancorossi palleggiano quasi incuranti della loro drammatica situazione, come sempre arrendevoli e poco cattivi sia in fase di contrasto, sia in quella di finalizzazione. Le rare volte che i galletti pungono si perdono puntualmente al momento della rifinitura o del tiro. Per il Milan è proprio tutto facile: gli uomini di Allegri fraseggiano senza difficoltà, si divertono, colpiscono quando lo ritengono opportuno evitando di infierire sul tenero avversario. L'esempio eclatante di tale atteggiamento è proprio Cassano: Fantantonio genera lampi di classe pura, ma si astiene dall'infliggere la punizione più severa alla squadra del cuore. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Peccato, perché la gara attira: persino il consiglio comunale nel capoluogo pugliese si scioglie dieci minuti prima dell'inizio del match attirando le 'pizzicate' del centro sinistra nei confronti di alcuni esponenti del centro destra che hanno abbandonato l'aula.

(Corriere del Mezzogiorno - Edizione Puglia)