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Passano i giorni e gli interrogativi, piuttosto che risolversi, si ingigantiscono. La settimana del Bari ha posto praticamente un quesito al giorno, ma di risposte nemmeno l'ombra. Dalla lacuna del ds ai programmi per il futuro, dalla possibile vendita della società alla posizione del tecnico Ventura: nel pianeta Bari davvero non c'è alcuna certezza. Ma andiamo con ordine. La settimana si è aperta con l'annunciato addio del ds Perinetti. Il dirigente romano ha preferito mantenere toni soft spiegando il divorzio con una divergenza di strategie con il club. Era da solo, però, l'ex ds. A fianco a lui mancava qualsiasi rappresentante della società che potesse far sentire una campana differente. L'aspetto più grave emerso dalle parole di Perinetti è che la scelta di separarsi pare sia avvenuta circa un mese e mezzo fa. Come è possibile, allora, che ancora non sia stato designato il suo successore? La società sta intensificando i contatti nelle ultime ore: l'accordo con Osti (che dovrebbe ottenere il via libera dall'Atalanta) sembra vicino. Ma perché aspettare tanto tempo? Nei giorni seguenti sono balzati agli onori delle cronache due potenziali soggetti interessati a rilevare il club. O meglio, ad inserire il Bari in progetti che riguardano l'intera area dello stadio San Nicola. Da una parte l'immobiliarista emiliano Vittorio Casale, dall'altra il gruppo spagnolo Globalia. L'unica perplessità è che la società di calcio non sarebbe il principale polo di attrazione per gli acquirenti, intenzionati a portare avanti il dialogo soltanto in presenza di garanzie sulle operazioni di contorno. Per carità, aspirazioni legittime, considerando che ormai il calcio è puro business, ma che potrebbero rendere i tempi di eventuali trattative estremamente lunghi, nonché condizionati ad altri fattori. Anche su questo aspetto, peraltro, sarebbe il caso di conoscere il parere della proprietà, che non più tardi dello scorso novembre aveva tolto il cartello 'vendesi' dal portone del club. Tuttavia, pare che da allora qualcosa sia cambiato, se è vero che trapelano voci di presunte difficoltà di gestione e della necessità di votarsi ad un regime di austerity. Non a caso, restano per ora in sospeso le mosse di mercato legate alle conferme di giocatori cardine come Almiron e Barreto, che nel frattempo sono entrati nel mirino di altre squadre (Genoa e Napoli sono sull'argentino, mentre Sampdoria, Fiorentina e alcuni club inglesi seguono il brasiliano). E qui cominciano ad affiorare i dubbi di Ventura. Finora il tecnico si è detto assolutamente convinto della prosecuzione del programma stilato al momento del suo rinnovo di contratto. Al punto da esporsi in prima persona con la piazza. Ma se le premesse dovessero cambiare, è chiaro che muterebbe pure la posizione dell'allenatore genovese, a sua volta corteggiato da altre società (Torino e, forse, Sampdoria). In un simile contesto, la riflessione si sposta sui tifosi biancorossi che si sentono spiazzati, disorientati e, per l’ennesima volta, disillusi. Almeno loro meriterebbero la più totale chiarezza. La paura di vivere un'estate come quella scorsa, passata tra i proclami dell'acquirente americano Barton e l'incertezza sulla costruzione della squadra, è concreta. E' addirittura un incubo, invece, il pensiero che la serie A tanto faticosamente riconquistata possa già sfuggire di mano. Chi riuscirà a tranquillizzare i sonni agitati del popolo biancorosso?