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Ci sarebbe un suggestivo Milan-Bari domenica all'ora di pranzo. Ma da queste parti persino la sfida alla capolista ha perso tutto il suo appeal. Le attenzioni sono rivolte al futuro, alla prosecuzione della vita sportiva di un club che troppo presto in questo campionato ha deposto le armi trovandosi fuori dalla lotta alla salvezza. La famiglia Matarrese da sola non può proseguire il progetto Bari. Per affrontare la serie B occorrono forza economica, idee, pazienza. Ma il presidente Vincenzo Matarrese appare ormai troppo scoraggiato, dopo un passo indietro che forse non immaginava.

In questi ultimi giorni la città si sta mobilitando. Difficile trovare un acquirente che rilevi l'intero pacchetto azionario del club biancorosso. Percorribile, invece, può essere la strada che pare stia prendendo corpo in queste ore. Ovvero, la possibilità che altri imprenditori locali si affianchino agli attuali proprietari, in modo da allargare la compagine sociale del club e, al contempo, aumentarne le risorse economiche. L'eventualità, tuttavia, non sembra incontrare troppo i favori dei tifosi che, probabilmente, auspicherebbero l'uscita di scena definitiva dei Matarrese. In più, si nota una punta di scetticismo anche nei potenziali nuovi investitori che, finora, mai avevano palesato un reale interesse verso il Bari.

Tuttavia, in tempi così duri, forse sarebbe il caso di accantonare qualsiasi tipo di pregiudizio. Una, infatti, è la certezza. Quella, cioè, che se il Bari mantenesse l'organigramma societario attuale, non ci sarebbe tifoso disposto a credere in un rilancio della squadra a breve termine. Inoltre, è davvero arduo trovare risposta alla domanda: quali stimoli avrebbe il solo Matarrese nell'avviare un nuovo programma dopo aver per l'ennesima volta mancato la stabilizzazione in serie A? Urge, pertanto, un cambiamento. Nuovi volti all'interno del club porterebbero inevitabilmente stimoli ed ambizioni diverse. Senza dimenticare l'apporto indispensabile a ridare linfa ad una società che comincia anche a palesare qualche imbarazzo per quanto concerne la liquidità.

Parliamoci chiaro: una serie B anonima non interessa a nessuno. Meglio, invece, avviare qualcosa di completamente diverso, in grado non solo di puntare all'immediata risalita, ma di garantire al Bari nuove prospettive anche nel massimo campionato. E' comprensibile che l'agognato avvento di un magnate (italiano o straniero che sia) capace di lauti investimenti (un po' come è accaduto a Napoli con De Laurentiis) resti il sogno della piazza. Ma, realisticamente parlando, si tratta anche di una prospettiva non proprio di facile realizzazione.

E allora, perché non provare a dare fiducia a quegli imprenditori del territorio che avrebbero già dovuto intraprendere la missione Bari tempo fa? L'unione, in fondo, può creare la forza che adesso non c'è. Che si tratti di cordata o di affiancamento alla famiglia Matarrese, ben venga chi intende supportare una squadra che ha bisogno di tornare immediatamente a vincere. Chissà che mettendo un piede nel calcio, gli industriali baresi non si facciano prendere dalla 'mania'. Una nuova passione può essere la molla giusta per costruire quei sogni finora tristemente rimasti nel cassetto.