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Spesso si dice che occorrono i fatti e non le parole. Nel caso del Bari, però, di qualche buona parola c'era proprio bisogno. La società biancorossa non è mai stata troppo costante nella comunicazione. Troppe volte i lunghi silenzi hanno dato adito a mille interpretazioni. Le più gettonate hanno sempre riguardato un presunto disamore della società nei confronti della squadra. Reazioni comprensibili per chi ha a cuore le sorti dei galletti. Perché i tifosi hanno bisogno di sapere. Di essere rincuorati nei momenti difficili e, in quelli vittoriosi, di capire se c'è la volontà di fare altre conquiste.

Ebbene, finora, malgrado le sconfitte in serie, l'ultimo posto in classifica, gli infortuni a catena, nessuno della proprietà biancorossa si era esposto. Un andazzo che ha subito una brusca quanto gradita inversione di tendenza nelle ultime ore. Quando, cioè, ha deciso di scendere in campo il presidente Matarrese. Il patron dei galletti ha incontrato la stampa con atteggiamento disponibile e positivo. Con l'umiltà di chi finora non ha raccolto quanto si sperava, ma anche con la convinzione di chi ha ancora qualche buona cartuccia da sparare.

Non si è sottratto ad alcuna domanda, Matarrese. Ha ammesso di aver sottovalutato le difficoltà del secondo anno nella massima categoria, ha promesso adeguati rinforzi nel mercato di gennaio. Ma soprattutto ha espresso la ferma volontà di non perdere la serie A. Un concetto di inestimabile valore. Perché è lui il primo a dovere credere con tutte le forze nella rimonta. Non solo. Malgrado una situazione economica non proprio florida, Matarrese ha comunicato l'intenzione di operare dei sacrifici.

Di più. Ha assicurato che mai permetterà che il Bari corra rischi simili a quelli di altre pur prestigiose società (l'esempio del Bologna è eclatante). Forse anche per ripagare un debito con la squadra di calcio che, tramite le celebri cessioni miliardarie (Cassano, Ventola, Zambrotta ed altre ancora) ha sostenuto l'azienda di famiglia nel frangente più complesso (la vicenda Punta Perotti). E' vero: le parole non sono fatti. Ed è vero anche che in passato, sull'onda dell'entusiasmo, il presidente biancorosso si sia lasciato scappare promesse che poi non è stato in grado di mantenere. Pertanto, un pizzico di scetticismo è giustificato.

Non è giusto, invece, accogliere con ostilità le parole di Matarrese. Perché il massimo dirigente del club deve essere, invece, incoraggiato al dialogo. Le parole costituiscono il fondamento per qualsiasi confronto. Perciò, non disperdiamo questo prezioso patrimonio. E non ignoriamo le richieste di aiuto. Già, perché Matarrese ha anche implorato l'appoggio dell'intero popolo biancorosso. Ed in effetti, il Bari adesso ha bisogno di tutto il cuore della sua gente per conservare il bene più grande: la serie A.