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Avviare un processo dopo una sconfitta, sebbene pesante, in casa dell'Inter 'triplettista' sarebbe ingiusto e scorretto. Il primo stop stagionale, tuttavia, induce ad alcune riflessioni in casa Bari. In casi del genere, si afferma che una squadra di cui si dice (e giustamente) un gran bene non può essersi smarrita in un sol colpo. Così come, magari, non era fenomenale prima. Ecco, quest'ultimo punto non va sottovalutato. Perché, come ha sottolineato Ventura nel dopo gara, i biancorossi non devono perdere la loro dimensione. Il Bari non può permettersi il lusso di giocare con sufficienza o accusando cali di tensione. E' bene ricordare che la salvezza è l'obiettivo non solo primario, ma imprescindibile. Occorre mantenere il furore agonistico e la rabbia di chi su ogni campo deve guadagnarsi qualcosa. Soprattutto in un torneo così anomalo. Dove, cioè, molte cosiddette 'piccole' continuano a raggranellare punti insperati mettendo prezioso fieno in cascina.

In un tale contesto, è fin troppo facile intuire che l'importanza degli scontri diretti diventi capitale. Il rimpianto in casa barese non deve essere tanto di aver perso a San Siro, quanto di non aver centrato l'intera posta con il Cagliari al San Nicola. Perché contro i sardi, seppure in un match sui generis disputato ad un orario (le 12.30) e ad una temperatura impossibili, forse è mancato quel pizzico di cattiveria per agguantare l'intera posta. Un errore da non replicare domenica prossima, quando Gillet e compagni riceveranno il sorprendente Brescia. Quella contro le rondinelle sarà una sfida da non fallire per alcun motivo. Ai biancorossi occorrono i tre punti per poi affrontare con relativa tranquillità la trasferta con il Genoa, prima della sosta. Il Bari, insomma, non potrà concedere altro terreno ad una diretta rivale nella lotta per la permanenza.

Ovvio che per presentarsi al meglio ad un appuntamento così delicato, occorrerà rassettare difesa e attacco. Il problema della retroguardia, purtroppo, è difficilmente risolvibile: gli uomini sono contati e non resta che sperare nel pronto recupero almeno di Belmonte e Raggi che, salvo altri imprevisti, dovrebbero rientrare per domenica. Appare chiaro, invece, che la soluzione Pulzetti terzino sia un tantino ardita in serie A. Ma se Ventura ha optato in tal senso contro l'Inter, piuttosto che spostare Andrea Masiello a destra ed inserire Rinaldi, appare chiaro che quest'ultimo attualmente non rappresenta per il tecnico una reale alternativa. Pertanto, il reparto arretrato è ancor più scarno di quanto già non dica il numero di difensori (7). E' proprio certo che la situazione possa reggere fino a gennaio?

In prima linea, invece, si registra una certa anemia: il Bari non segna da 180', ma, aldilà del dato, si ha l'impressione che la coppia Kutuzov-Barreto sia un pochino leggera e non conceda molte soluzioni sul gioco aereo. Dando per scontata l'imprescindibilità del brasiliano, ci si chiede se magari non convenga insistere su Ghezzal come seconda punta. Ben inteso: l'algerino ha bisogno di apprendere al meglio i dettami di Ventura. Ma dalla sua vanta fisico, potenza e stacco aereo. Forse vale la pena di provare, almeno in certe gare. Pur senza sminuire l'importanza di un elemento dotato di rara intelligenza come Kutuzov. Ad ogni modo, Ventura saprà come muoversi. L'importante ora è rialzarsi e riprendere la marcia. Da subito.