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"Non parlo benissimo l'italiano, ma mi faccio capire" precisa subito Raoul Petretta, terzino sinistro classe '97. Storia particolare la sua: nato in Germania a Rheinfelden, da piccolo si trasferisce in Svizzera con la famiglia e da quando ha sei anni gioca nel Basilea. Nazionalità? Italiana. Al 100%: "Papà è di Volturara - racconta nella nostra intervista - vicino Avellino. Io ci sono stati tre anni fa; purtroppo non ho molto tempo, ma mi piacerebbe andarci più spesso".

Dopo il debutto in Champions gli abitanti di Volturara le hanno dedicato un post su Facebook?
"E' stata una grande emozione, non me l'aspettavo. Si sono riuniti tutti in un bar per vedere la partita. Ero il primo giocatore di Volturara a giocare in Champions, dopo la partita mi hanno chiamato tutti per complimentarsi".

Una vita al Basilea, si sente un leader?
"Sicuramente, ormai ho giocato più di 150 partite con il club. Spesso aiuto i nuovi e i giovani a inserirsi in squadra, anche se mi reputo un leader silenzioso; questione di carattere".

Tra i giovani arrivati in estate c'è Sebastiano Esposito.
"All'inizio ha avuto qualche difficoltà, ma venendo da un top club come l'Inter credo sia normale. Adesso è infortunato, ma si è ambientato bene. Abbiamo un bel rapporto e ci frequentiamo anche fuori dal campo, ogni tanto andiamo a cena fuori con le rispettive compagne".

Le parla mai dell'Inter?
"Io gli faccio domande per capire il livello della Serie A, mi ha raccontato che gli allenamenti di Conte erano pesantissimi". 

Chi è un giovane del Basilea che consiglierebbe ad altri club?
"Seba, senza dubbio. Se consideriamo che è un 2002, Esposito è fortissimo. Anche se, spesso, mi racconta della mentalità che c'è in Italia, dove spesso un ragazzo di 23 anni viene considerato ancora un giovane".

Nell'ultima giornata del campionato svizzero ha segnato nella vittoria con il Lucerna.
"Sì, ho fatto il gol del 2-0 nella gara poi vinta 3-1. Faceva freddissimo e nevicava talmente tanto che non si vedeva il pallone". 

Esultanza con cuore, dedicato a?
"A Katia, la mia ragazza. Ogni gol che faccio è per lei, sempre con la stessa dedica. Quando vedeva altri giocatori esultare col gesto del cuore me lo evidenziava sempre, così mi ha fatto capire che le avrebbe fatto piacere e anch'io ho inizato a festeggiare in questo modo".

Nel novembre 2017 ha messo la firma nella vittoria del Basilea contro il Manchester United di Ibra e Pogba con un assist decisivo.
"Era una gara decisiva per il passaggio agli ottavi di Champions, l'abbiamo vinta all'ultimo minuto. Dopo la partita ho ricevuto tantissime telefonate dall'Italia, anche da parenti che non avevo mai visto. E' stato incredibile, quella notte sono rimasto sveglio fino alle cinque di mattina". 

Chi c'era quel giorno sulla sua fascia?
"Darmian: lui attaccava e io difendevo. Mi pare che abbiamo totalizzato appena il 20% di possesso palla, ma per fortuna abbiamo retto".
L'avversario più forte che ha affrontato in carriera?
"Rashford. E' velocissimo nei movimenti e potente; fa gol e assist, tira con il destro e col sinistro. Può fare qualsiasi cosa".

E' un collezionista di maglie?
"No, ma spesso le prendo per mio fratello. Mi chiede sempre di prendere maglie di giocatori giovani che secondo me possono esplodere, così qualche anno fa gli portai proprio la 19 dello United di Rashford".

Che emozione è stata il debutto in Under 21 con Di Biagio?
"Pazzesca. Non me l'aspettavo perché di solito viene convocato chi gioca in Italia, ma un giorno il ct mi chiamò dicendomi che mi meritavo la chiamata. E' stato un sogno. Era una Nazionale fortissima, con Chiesa, Calabria, Mancini, Locatelli, ogni tanto Pellegrini...".

Poi la maglia azzurra l'ha data a suo fratello?
"No no, quella non si tocca. Ce l'ho attaccata a casa e lì rimane".

E' mai stato vicino a qualche club di Serie A?
"E' capitato di avere qualche contatto con un club, ma preferisco non fare il nome perché ora che sono in scadenza di contratto a giugno potrebbero rifarsi sotto".

Le piacerebbe giocare in Serie A?
"Molto, è quello che vorrei. Non importa in quale squadra, mi basterebbe giocare con continuità".

Segue il campionato italiano?
"Guardo ogni partita. La squadra che mi piace di più è il Milan, anche se penso che l'Inter rivincerà lo scudetto. Da qualche anno però ho notato che le big stanno facendo più fatica con le squadre considerate piccole".

Il giocatore che le piace di più?
"Paulo Dybala. Per me è un fenomeno, lo dico da sempre. Lo seguo dai tempi del Palermo".

Si parla di un interesse della Fiorentina per Arthur Cabral in caso di cessione di Vlahovic.
"Vlahovic è fortissimo, ma penso che Arthur possa essere il sostituto giusto. Segna tantissimo, e a suon di gol si è meritato questo status. Tra l'altro mi ha già chiesto qualche informazione sulla Serie A...".