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Diciassette giorni dopo la vittoria della Bundesliga e a una settimana dall'ultimo impegno ufficiale, il Bayern Monaco torna in campo. Nel mirino c'è il secondo titolo stagione: all'Olympiastadion di Berlino, i bavaresi sfidano il Bayer Leverkusen per la finale della Coppa di Germania. L'obiettivo è mettere un altro timbro sul 2019/2020, che si concluderà in agosto con la Champions League, dove il Bayern si presenta forte dello 0-3 dell'andata contro il Chelsea. 

VITTORIE - Merito, soprattutto, di Hans Flick, allenatore in grado di stupire tutti, e di una società solida. Partiamo dal tecnico, arrivato a novembre come traghettatore e rivelatosi una sicurezza: 20 vittorie in 23 partite di Bundes, 7/7 dalla ripresa post-coronavirus. Numeri e successi che gli sono valsi il rinnovo fino al 2023. Merito, inoltre, di una società che sul mercato ha lavorato decisamente bene. Sostituire le leggende Robben e Ribery, la scorsa estate, non era facile, ma in Baviera non hanno avuto paura di voltare pagina: confermata la spina dorsale con i senatori Neuer, Boateng, Alaba, Muller e Lewandowski, al fianco dei quali sono cresciute le giovani stelle Coman, Goretzka e Gnabry. Non comparse o scommesse da relegare in panchina, ma giocatori a cui viene assicurato un palcoscenico da protagonisti. Coraggio, di puntare su di loro e di cambiare. Un mix di gioventù ed esperienza quantomai riuscito e vincente: negli ultimi cinque anni il palmares recita cinque campionati, due coppe di Germania, tre supercoppe tedesche e due semifinali di Champions League. Spendendo tanto, verrebbe da dire. Macché.
PROGRAMMAZIONE - Eh già, perché a guardare i conti del Bayern ci si accorge di come i tedeschi abbiano dosato e calibrato bene ogni acquisto, mostrando abili doti in quanto a programmazione. Negli ultimi cinque anni è tra le big europee che ha speso meno: soli 441 milioni di euro. Il Barcellona, ad esempio, ne ha spesi 952, il Manchester City 972, la Juve addirittura 996. Numeri che inquadrano solo parzialmente la situazione, ma aiutano a capire quanto progetto e visione siano fondamentali per costruire un top team. Una squadra che accoglie e raccoglie il meglio di Germania e non solo: l'unico acquisto particolarmente oneroso è Lucas Hernandez, costato - la scorsa stagione - ben 80 milioni. Del resto lo ha ribadito più volte anche il CEO Karl-Heinz Rummenigge: una squadra vincente si costruisce anno dopo anno, con pochi ottimi innesti ogni estate. Punto chiave del metodo Bayern è il il processo di crescita, lo sviluppo personale che caratterizza il percorso di ogni calciatore biancorosso. Per il prossimo anno, i bavaresi hanno già piazzato i primi colpi: a gennaio è stato prenotato il portiere Nübel dallo Schalke, negli ultimi giorni sono stati ufficializzati Kouassi, giovane difensore proveniente dal PSG, e Sané, stella 24enne ex City. Pedine per il Bayern del futuro: un Bayern che vuole continuare a vincere e dominare, in Germania ma non solo. A partire da stasera