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Il presidente onorario del Bayern punge Gigi: «Ha preso quel gol su un tiro da 120 metri...».
Beckenbauer: «Com’era messo Buffon? Pareva un pensionato».
«Siamo contenti per comeabbiamo battuto una squadra italiana senza subire reti, controllando la gara, mostrando grande classe. Ci siamo tolti un peso», racconta Jupp Heynckes, allenatore del Bayern. Perché può sembrare strano, visto il dominio in Germania, ma la vittoria numero 150 dei bavaresi nella coppa più prestigiosa può dare un ulteriore significato alla stagione. Buscarle ieri sera nei quarti di Champions, così lontani dalla finale raggiunta un anno fa, avrebbe ombreggiato un cammino finora splendido. I tedeschi avevano paura che tutto il bello della Bundesliga si potesse tramutare in una bocciatura davanti agli scaltri italiani. Ancora non si può parlare di promozione, però il vantaggio è cospicuo: «Siamo in una buona posizione, però dovevamo segnare di più. A Torino sarà difficile», racconta Bastian Schweinsteiger.

Il colpevole Franz Beckenbauer, presidente onorario, è rimasto deluso dalla Juventus e trova subito un colpevole: Buffon. «Ha preso un gol da 120 metri, ma come era messo? Sembrava un pensionato. Non si arrabbi, ma doveva prendere quel tiro. Forse non pensava che Alaba potesse colpire da così lontano. Il Bayern è rimasto concentrato dal primo all’ultimo minuto, la Juventus non ha quasi mai tirato in porta. Il risultato ci sta stretto. Doveva finire con tre o quattro reti di scarto». Anche Michael Ballack, ex capitano della nazionale e giocatore del Bayern, ha bocciato i bianconeri: «Una vera delusione: molti errori tattici, nessuno che mi sia piaciuto. Il 2-0 è sufficiente per andare avanti, dà solidità».

Il vecchio ragazzo David Alaba, vent’anni, è il più giovane titolare in campo. Segna subito, ma è abituato a fare tutto in fretta. Da diciassettenne batteva i primati di precocità, più giovane del Bayern a esordire in campionato, coppa e Europa, idem con la nazionale austriaca. Ha spesso l’Italia nel destino: debutta a Firenze in Champions, titolare nonostante sia ancora minorenne. Quest’estate, nel ritiro sul lago di Garda, si infortuna a un piede in un’amichevole contro il Napoli: deve stare a guardare tre mesi. Ma poi rientra nel Bayern dei record, corre e segna: «È stato bravissimo, sapevo di poter contare su di lui», dice Heynckes. Quello di ieri non è il primo centro in Champions, aveva già sistemato il Bate Borisov in dicembre. È nato a Vienna da madre filippina e padre nigeriano. Uno che si è guadagnato la vita cantando in una band chiamata «Two in One». Il figlio se la guadagna correndo e segnando: quando poi trova un’italiana, il destino si ricorda di lui.

Kroos stagione finita? «È stata la migliore partita della stagione in Champions, è il risultato ideale ma a Torino saremo concentrati perché la Juve non è mai da sottovalutare. Cerchiamo di non essere arroganti, però noi siamo sempre in grado di segnare in trasferta», sostiene l’amministratore delegato Kalle Rummenigge. «L’unica notizia triste è l’infortunio di Kroos: uno strappo agli adduttori, forse starà fuori quasi due mesi secondo la prima diagnosi». Stagione finita.