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Forse è sbagliato guardare fino ai quarti, ma lì, se andrà bene con l’Austria agli ottavi, potremo trovare proprio il Belgio che ha battuto la Finlandia e, come l’Italia, ha chiuso il girone a punteggio pieno. Due assist e altre giocate di De Bruyne, un altro gol di Romelu Lukaku, sono loro gli avversari di cui dovremo preoccuparci, ma questo lo sapevamo. Il Belgio non ha spinto tanto e questo fa capire ancora meglio quanto sia forte. Ha giocato a un ritmo basso, ma sufficiente per tenere quasi sempre dietro la generosa Finlandia.

CON I CAMPIONI. Martinez ha imitato Mancini e con la qualificazione in tasca alla terza partita del girone ha messo in campo quelli che avevano giocato meno. La differenza, però, era sostanziale: fra i debuttanti come titolari c’erano Witsel, Eden Hazard e De Bruyne, ovvero la forza fisica, mentale e tecnica del Belgio. Pur di fronte a una simile nobiltà, la Finlandia ha retto bene per mezz’ora, lasciando agli avversari solo la parte finale del primo tempo. Il ritmo della capolista del girone non era insostenibile e i finlandesi chiudevano bene. De Bruyne, che entrando nella ripresa aveva ribaltato la Danimarca, ha fatto il suo ingresso in partita solo al 22' con una delle due iniziative. Anche Hazard giocava con una certa morbidezza. L’unico belga che davvero cercava di sfruttare l’occasione era il giovane ed elettrico Donku: a 19 anni e 25 giorni è il secondo giocatore più giovane a giocare una gara degli Europei con il Belgio, dietro solo a Enzo Scifo che l’ha disputata in Euro ‘84 quando aveva 18 anni e 115 giorni.

LE STELLE. La nazionale di Martinez ha aumentato i giri dopo la mezz’ora, quando ha intensificato le sue conclusioni con Witsel, Trosard e lo stesso Donku su cui Hradecky ha fatto la parata più impegnativa del primo tempo. All’intervallo, lo 0-0 qualificava ovviamente il Belgio ma anche la Finlandia col secondo posto a 4 punti in virtù dell’1-0 della Danimarca sulla Russia. Nemmeno nella ripresa il Belgio ha aumentato il ritmo, cosicché la Finlandia poteva difendersi con ordine, pur rischiando qualcosa. Come al 18' quando col carico dei suoi campioni la squadra di Martinez è andata vicino al gol: imbucata di De Bruyne, inserimento di
Witsel, assist per Hazard, prodezza di Hradecky. Due minuti dopo ha segnato Lukaku, su assist di De Bruyne, ma aveva mezza scarpa in fuorigioco e al Var se ne sono accorti.

L’AUTORETE. Per battere la Finlandia e chiudere il girone a punteggio pieno al Belgio è servito un autogol del miglior giocatore finlandese, il portiere Hradecky: angolo di De Bruyne, colpo di testa di Vermaelen, palla sulla traversa e mentre scendeva giù Hradecky l’ha ricacciata in rete con una mano. Da Copenaghen arrivavano notizie pessime per la Finaldia, la  Danimarca stava vincendo 3-1 sulla Russia (finirà 4-1), il secondo posto del girone era dei danesi.

E POI LUKAKU. La Finlandia ha cercato disperatamente di tirar fuori le ultime energie e inevitabilmente ha lasciato spazio al Belgio. Che è passato ancora, sempre sull’asse dei suoi fenomeni De Bruyne (assist)-Lukaku (controllo e labbrata di destro). Terzo gol per il belga in questo Europeo, il 10° tra Europei e Mondiale e il 63° in nazionale.



IL TABELLINO

Marcatori: 74' autogol Hradecky (B), 81' Lukaku (B).

Finlandia: Hradecky; Raitala, Toivio, Arajuuri, D. O'Shaughnessy, Uronen (70' Alho); Lod (90+1' Forss), Sparv (59' Schuller), Kamara; Pohjanpalo (70' Kauko), Pukki (90+1' Jensen). Ct. Kanerva.

Belgio: Courtois; Boyata, Denayer, Vermaelen; Trossard (76' Meunier), De Bruyne (90+1' Vanaken), Witsel, Chadli; Doku (76' Batshuayi), Lukaku (84' Benteke), Hazard. Ct. Martinez.

Arbitro: F. Brych (Germania)