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Non una gran partita, questo no, però piena di gol e zeppa d'emozioni. Una partita in stile Toro e che il Toro vince gridando al campionato che per l'Europa lui c'è ancora. Già, linea di porta o linea di confine quella alle spalle di Consigli? Più linea di confine per il Toro. Quello tra una stagione buona, certo, ma senza alcun motivo per far festa e, invece, un anno da chiudere mettendo in cornice il biglietto per l'Europa. Eccola la motivazione forte che la squadra di Mazzarri porta in campo, magari pure col rammarico d'aver buttato via punti importanti. Decisivi per guardare ancor più su. Dall'altra parte, invece, un Sassuolo che non vuol rinunciare al suo decimo posto. Che potrebbe sembrare misera ambizione, ma così non è se è vero come è vero che nella sua migliore storia solo una volta ha saputo fare meglio: tre anni fa, finendo al sesto. Poi… poi c'è Piero Giacomelli. L'arbitro. Il ristoratore di Trieste che mette un sacco di pepe alla partita. Rinnegando quella che sembrava una specialità della sua casa, infatti, il signor Piero sventola subito - e pure esagerando - cartellini gialli. La mette, insomma, sull'applicazione rigida di un regolamento che, posto così, al buon senso lascia margini ridotti. E quando questo accade, ne perde la partita. Addirittura la regolarità della partita.

Comunque sia, parte così com'era nelle previsioni, il match. Col Toro che ci mette forza e anche coraggio e il Sassuolo che a chi gli sta di fronte prova a togliere ogni spazio e ogni respiro. E ci riesce pure. Certo, il Torino ci prova con Meitè e De Silvestri soprattutto, ma la sua geometria è sempre un po' nervosa. E se è così è perché è complicato sfuggire all'occupazione degli spazi del Sassuolo. Insomma, tattica e ingessata, la partita che sembra aspettare il guizzo, l'invenzione di qualcuno. Ed eccolo quel qualcuno. Il signor Piero. L'arbitro, che tutto vede e tutto sanziona con severità, ma che poi ha bisogno della tecnologia per vedere un braccio largo di Manganelli in area del Sassuolo. Rigore da Var. La grande occasione per il Toro, ma Belotti (17') invece di guardare Consigli chiude gli occhi e tira forte. Troppo forte. E troppo alto. E manda fuori. Vorrebbe imprecare e chissà cos'altro ancora, Mazzarri, e invece rassicura i suoi e tira avanti. Ma si sa com'è il pallone. E' traditore. E' sorprendente. Cosicché non c'è manco da meravigliarsi quando dieci minuti dopo il "grande errore" del Gallo, al primo tiro fa gol la squadra di De Zerbi. Con Bourabia, il qule non avendo attaccanti veri ai quali dare palla, da fuori prova il destro. Che è bello e forte e anche preciso e frega Sirigu. E' la bellezza, è la crudeltà del calcio: chi domina va sotto e chi subisce passa. Ma Bourabia, fatto il gol, si macchia d'una colpa grave. Gravissima per Giacomelli. Pensate: si copre la faccia con la maglia. Non la toglie. Si copre solo la faccia e basta, ma il regolamento stupido dice che manco questo si può fare. Secondo giallo e fuori, Bourabia. Un'ingiustizia. E’ anche così che si rovina una partita. Ma tant'è.

E allora, quando torna in campo dopo l'intervallo, il Torino rischia tutto: in campo pure Zaza per un quattro-due-quattro che il risultato chiede. E infatti, dieci minuti dopo arriva il pari: assist di De Silvetri e comodo appoggio di Belotti (56') che si toglie dalla mente l'errore dal dischetto. Torino-Sassuolo punto e a capo. Si ricomincia, insomma. Ma non cambia il copione. Perché mentre il Toro fa il pazzo per segnare ancora, Lirola lo beffa (71') con un gol di tacco che esalta una giocata di Boga che si beve Moretti come vuole. Incredibile pallone. Sì, ma non finisce qui. Anzi, il gol di Lirola, il nuovo vantaggio del Sassuolo, è solo l'inizio d'un finale tutto anima e cuore del Torino. Che attacca, tira, sfiora il gol e lo fa con Zaza al suo quarto tentativo. L'invito è di Meitè (81') e Zaza non sbaglia il diagonale. Ma non s'accontenta, il Toro. Vuole l'Europa. E due minuti dopo riecco De Silvestri crossare da destra per Belotti. E il Gallo fa finalmente quello che sa fare: s'avvita e in acrobazia fa secco Consigli, il migliore dei suoi, costretto però a subire un altro gol. E' un finale che emoziona. Ma è un finale pure giusto, senza nulla togliere al Sassuolo costretto a giocare con un uomo in meno per un tempo e mezzo e capace di difendersi, ma segnare pure. Ma questo è il calcio, bellezza.

IL TABELLINO

Torino-Sassuolo 3-2 (primo tempo 0-1)

Marcatori: p.t. 27’ Bourabia (S), s.t. 11’ Belotti (T), s.t. 26’ Lirola (S), s.t. 36’ Zaza (T), s.t. 37’ Belotti (T)

Assist: p.t. 27’ Djuricic (S), s.t. 11’ De Silvestri (T), s.t. 36’ Meité (T), s.t. De Silvestri (T)

Torino (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Moretti; De Silvestri, Meite, Lukic (4’ s.t. Zaza), Ansaldi (23’ p.t. Falque); Baselli (44’ s.t. Bremer), Berenguer; Belotti. All. Mazzarri.

Sassuolo (4-3-1-2): Consigli; Lirola, Demiral, Ferrari, Peluso; Duncan, Magnanelli, Bourabia; Sensi; Djuricic (18’ s.t. Rogerio), Boga (27’ s.t. Babacar). All. De Zerbi.

Arbitro: Giacomelli di Trieste

Ammoniti: 8’ p.t. Lukic (T), 12’ p.t. Bourabia (S), 26’ p.t. Ferrari (S), 42’ s.t. Locatelli (S), 49’ s.t. Demiral (S)

Espulsi: p.t. 28’ Bourabia (S)