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Dai e dai, il Benevento è arrivato a toccare il fondo. Ultimo in classifica, e questa non è una novità, contestato dai suoi tifosi e con in tasca il poco invidiabile record del peggior avvio nella storia della Serie A. Dal sogno all'incubo il passo è stato breve: due mesi, tanto ci ha messo la Strega per trasformare un viaggio affascinante in una via crucis, un'avventura entusiasmante in un'agonia. Una squadra che non c'è più, spazzata via da una serie incredibile di rovesci pesanti e incapace di reagire e di ritrovare lo spirito smarrito da tempo. Il modo in cui sono arrivati gli ultimi due ko lo dimostrano e non fanno altro che aggiungere fiele sulla ferita dell'ennesima domenica da sconfitti.

Sì, perché se ad esempio la caduta con l'Inter era stata accompagnata da una prestazione orgogliosa, tutto sommato convincente sul piano del gioco e del carattere, gli ultimi due passi falsi sono stati pesanti sotto il profilo delle risposte arrivate dal collettivo. La squadra, nel suo complesso, è apparsa insicura di sé, intimamente scombinata, segno evidente che quelle poche certezze su cui poteva contare si sono sgretolate e che il suo allenatore ha ormai perso il controllo dello spogliatoio. Anche contro la Fiorentina, infatti, Baroni si è affidato a mosse inedite per tentare di riattivare il suo Benevento. Con risultati molto deludenti, anche perché le scelte sono state fatte senza alcuna logica apparente. A partire dalla decisione di schierare Cataldi nella posizione di trequartista, ruolo che il centrocampista scuola Lazio non ha mai (o quasi) interpretato in carriera. Ma c'è di più. A inizio stagione è stato lo stesso tecnico toscano a non volere in organico fantasisti perché le sue idee tattiche non ne prevedevano l'impiego.

Ora quelle idee sono state sconfessate, con un passo indietro che però non ha portato a nulla di buono. E che evidenzia, se mai ce ne fosse bisogno, la totale confusione in cui, da un po' di tempo a questa parte, è piombato l'allenatore giallorosso. Baroni non solo non è stato capace di trovare correttivi a una fase difensiva da brividi, ma per andare alla ricerca dell'equilibrio, ha finito pure per limitare la produzione offensiva di una squadra che nelle prime giornate, almeno sotto questo profilo, si era fatta particolarmente apprezzare. Ha perso la bussola il tecnico toscano e adesso, se il Benevento vuole sperare di salvare almeno la faccia in questa stagione, è arrivato il momento di cambiare guida.