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Il cartello in bella mostra è quello che suggerisce di ripassare più avanti per vedere il vero Benevento formato campionato. Nella prima amichevole - giocata a due settimane esatte dal debutto ufficiale - la truppa di Inzaghi ha lanciato segnali contrastanti e la cosa francamente non sorprende più di tanto. Super Pippo può setacciare qualcosa di positivo dal fatto che la sua squadra sostanzialmente sembra aver conservato i codici del passato, che è già perfettamente allineata all'obiettivo stagionale e che ha basi solide su cui poggiare la speranza di giocarsi fino alla fine la salvezza. Dall'altra parte, però, il tecnico giallorosso deve anche fare i conti con zone d'ombra evidenti, limiti conclamati, difetti accertati su cui lavorare con l'obiettivo di costruire i propri pregi, di accrescere le proprie virtù per restare aggrappati alla voglia di mantenere la categoria.
Voglia che dovrà necessariamente essere alimentata da nuovi innesti, acquisti di cui Inzaghi ha bisogno per allargare il ventaglio di opzioni, non solo dal punto di vista numerico, ma più che altro sul piano delle diverse variabili tecniche. Soluzioni alternative servono in particolare in mezzo al campo, in una mediana che in questo momento garantisce protezione alla linea difensiva, ma che non riesce a fornire lo stesso costante contributo quando si tratta di dover trovare il modo per disordinare la difesa avversaria. Ma qui è una questione di caratteristiche. Nel senso che al centrocampo del Benevento manca quel giocatore in grado di farlo, capace cioè di creare superiorità numerica, di inventare, di rompere ogni disegno difensivo del nemico con le sue iniziative. Sarebbe potuto essere Jack Bonaventura, ma una volta sfumato l'ex Milan il direttore sportivo Foggia non ha saputo trovare, almeno per il momento, un'alternativa valida. Anzi, è andato a prendere un giocatore come Dabo che rappresenta sicuramente una prodigiosa iniezione di muscoli per la mediana giallorossa, ma che certo non può accrescere il grado di pericolosità e di proposta offensiva. Fin qui il centrocampo, ma innesti servono anche negli altri reparti, attacco compreso. Insomma, per Foggia c'è ancora molto lavoro da fare.