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Chi si aspettava un listino ricco e articolato, per accontentare tutte le tasche e soddisfare tutte le esigenze, è rimasto deluso. La presentazione della campagna abbonamenti è stata una doccia fredda per i tifosi del Benevento. Lo slogan scelto dalla società per promuoverla (“SiAmo tutti Benevento”) poteva far pensare a una politica di condivisione e di coinvolgimento in vista della prima storica stagione in Serie A, ma a giudicare dai prezzi adottati e dalle scarse (o, per meglio dire, nulle) agevolazioni, evidentemente non sarà così. Non solo chi l'ha ideata non ha prestato alcuna attenzione a immagini, colori, particolarità che possano essere riconducibili al brand, ma ha pure utilizzato un linguaggio poco coerente con la mission del club. Quello scelto, infatti, è uno slogan di facciata, visto che quando si è trattato di stabilire prezzi e modalità di sottoscrizione delle tessere, il Benevento è andato nella direzione opposta rispetto a quanto annunciato.

Di questa campagna abbonamenti non convince nulla, innanzitutto perché per poter contemplare le gesta dei giallorossi bisognerà sborsare cifre da capogiro. Trecento euro per il settore popolare (il quarto più costoso d'Italia dietro a Juventus, Napoli e Spal), 400 euro i Distinti, 1.000 euro la Tribuna e addirittura 2.500 euro per la Tribuna Vip. Prezzi sproporzionati per una società neo promossa in Serie A, che hanno provocato comprensibili malumori tra i tifosi. Ma non finisce qua perché, a trasformare i malumori in rabbia e a scatenare ulteriori polemiche, è stata un'altra decisione presa dal club: quella di non prevedere alcun tipo di agevolazione per i vecchi abbonati, per i nuclei familiari, per gli anziani e per i bambini. Nulla. Gli unici ridotti riguardano i bambini che non abbiano più di 10 anni: per loro, l'accesso al settore popolare per tutta la stagione costerà solo 240 euro. E pensare che lo scorso anno gli stessi hanno pagato 25 euro per assistere a 19 partite di Serie B.
E' evidente, quindi, che chi ha pensato questa campagna abbonamenti ha dimenticato di relazionarsi con il contesto, ha colpevolmente danneggiato chi da sempre si nutre della passione per i colori giallorossi, ma pure chi si sta appassionando da poco, ossia i pià giovani. E con loro, le famiglie. Lo scorso anno, quelle composte da 4 persone potevano usufruire di uno speciale sconto, attraverso cui ci si poteva garantire l'accesso stagionale in Curva Sud per 300 euro. Oggi invece si è passati all'iperbolica cifra di 1.080 euro (ammesso che i due figli che compongono il nucleo familiare non superino i 10 anni). È questo il dato che fotografa meglio la situazione e che dovrebbe imporre un immediato richiamo alla realtà perché il calcio è e deve restare della gente.