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Due società di calcio e un unico conto bancario. È uno degli aspetti più sconcertanti del lungo lavoro d'inchiesta sui rapporti fra Benfica e Desportivo Aves, curato per Público da Paulo Curado. Che ha svelato come la relazione fra le Aguias e la società la cui squadra occupa l'ultimo posto in classifica nella stagione attuale sia pericolosamente promiscua. Costituita non soltanto da un conto bancario non ufficiale, ma anche da un fitto traffico di calciatori che di parecchio eccede le regole della federazione portoghese sui prestiti, e per di più presenta clausole contrattuali sconcertanti.


L'inchiesta di Curado parte dal conto bancario ufficioso costituito dalle due società, che vede perennemente in debito il Desportivo Aves. Il club di Vila das Aves si trova dal 2015 sotto il controllo della Galaxy Believers, una società cinese di marketing fondata un anno prima con sede a Cascais. Il suo rapporto col Benfica è strettissimo, ma la questione del conto corrente in comune è ben altra cosa. Richiesto di chiarimenti da Público, il Benfica ha affermato che è prassi tenere conti comuni con altre società calcistiche e anche coi fornitori. Ma le perplessità rimangono, e non si limitano a questo aspetto. Perché è soprattutto sul versante dei trasferimenti di calciatori che l'intreccio si fa un po' troppo promiscuo.

Come opportunamente fa notare Curado, il numero di calciatori scambiati negli anni più recenti è molto elevato. E quando va nella direzione da Benfica a Desportivo Aves, esso avviene senza esborso di denaro. Cessioni definitive ma a zero euro. Una formula che viene adottata per aggirare le limitazioni al numero di prestiti fra club, che la federcalcio portoghese cerca di porre con scarso successo? Ciascuno valuti da sé. A ogni modo, messa la questione in tali termini, sembrerebbe che si tratti di affari vantaggiosi per il Desportivo Aves, poiché il club controllato da Galaxy Believers ha modo di rafforzarsi gratuitamente. Ma le cose stanno davvero così? Non proprio.
Incrociando i dati presenti nei bilanci annuali e alcune informazioni riservate, Curado ha messo in evidenza un meccanismo che per l'Aves è rovinoso. Un esempio viene illustrato dal trasferimento di Lucas Lima Linhares, meglio noto come Luquinhas, trequartista brasiliano classe 1996 attualmente in forza al Legia Varsavia. Il suo spostamento dal Benfica all'Aves nell'estate del 2017 comporta un accordo fra le due società in base al quale le Aguias hanno diritto al 50% sulla futura cessione. Il che è di fatto una comproprietà, ma realizzata in modo da aggirare i divieti. Ma non è questo il punto più sconcertante dell'accordo fra le due società, che il giornalista di Público ha potuto visionare. C'è infatti una clausola anti-Porto e Sporting Portugal. Essa prevede che, nel caso in cui il Desportivo Aves cedesse Luquinhas a uno fra questi due club, avrebbe dovuto girare al Benfica non soltanto il 50% della cifra realizzata ma anche altri 5 milioni di euro. Ciò che comportava una condizione di fortissima influenza di un club sull'altro. E non è finita qui.

Il meglio (o peggio, fate voi) è nelle clausole che riguardano il diritto di recompra da parte del Benfica, da esercitarsi entro il 31 maggio 2021. Tale clausola del contratto (non azionata perché nel frattempo il calciatore è stato ceduto in Polonia) prevedeva che le Aguias potessero riprendere il calciatore per la cifra pattuita di 100 mila euro. Indipendentemente da quanto, nel frattempo, il suo valore fosse aumentato. E un'altra clausola, fatta firmare allo stesso Luquinhas, prevedeva che il calciatore riacquisito dovesse firmare un contratto quadriennale col Benfica e accettasse il medesimo salario percepito da tesserato del Desportivo Aves, cioè 36 mila euro annui. Si tratta di clausole che fanno inorridire qualsiasi giuslavorista o esperto di diritto sportivo. Infatti quelli che Curado ha consultato sono stati concordi nel tenere questo tipo di reazione. Ma come l'autore dell'articolo ha opportunamente sottolineato, tutti i professionisti consultati per fornire un parere hanno preferito mantenere l'anonimato. Ciò che dà idea di quale sia il clima in Portogallo, quando c'è di mezzo il Benfica. Ma anonimato o no, qualcuno fra questi professionisti ha ipotizzato che clausole come quelle appena descritte prefigurino qualcosa di prossimo alla violazione delle regole anti-TPO, soprattutto per ciò che riguarda l'elemento delle Third Party Influence sancito dall'articolo 18-bis del Regolamento Fifa sullo Status e i Trasferimenti dei Calciatori. Interpretazione che ci pare molto pertinente.

La lunga inchiesta di Curado, che occupa 4 pagine dell'odierna edizione di Público, contiene molti altri aneddoti. Inoltre, come l'autore ci ha anticipato stamani, nell'edizione in edicola domattina si avrà una seconda mandata. E noi di Calciomercato.com saremo lì a raccontarvela.