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Rafa Benitez a tutto campo. L'ex allenatore tra le altre di Inter e Napoli si racconta in una lunga intervista al Corriere dello Sport: "Su Inter-Liverpool? Si affronteranno due squadre dai numeri simili: come gol segnati, tiri in porta e possesso sono superiori alle altre formazioni dei rispettivi campionati. Il Liverpool avrà dalla sua parte la forza e l’intensità che caratterizzano tutti gli incontri della Premier League; l’Inter punterà sulla tattica, che in Italia regna sovrana, per evidenziare le lacune degli avversari".
 
CHI FAVORITO? - "L’Inter non è arrivata agli ottavi per caso: è una squadra che in campo sa sempre cosa deve fare ed è brava ad approfittare delle debolezze altrui. Il suo 3-5-2 è un modulo che può creare difficoltà alle formazioni che non sono abituate a fronteggiarlo. Dall’altro lato però c’è un Liverpool con un 4-3-3 offensivo, che fa dell’aggressività e intensità le sue armi migliori. Non mi aspetto un doppio confronto dall’esito scontato, ma due partite interessanti nelle quali a prevalere sarà chi avrà il controllo della palla. Entrambe hanno qualità e tecnica per tenere la sfera e far correre gli altri". 
 
SUL TRIDENTE REDS - "Sarei preoccupato da loro, ma anche da Diogo Jota perché fa sempre i movimenti giusti e arriva al gol con grande facilità. Quei quattro là davanti sono davvero forti e ben assortiti. Il Liverpool però ha anche terzini bravi ad attaccare e a piazzare cross perfetti, è pericoloso sulle palle inattive con Van Dijk e Matip e può contare su una mediana che ha forza, intensità e la qualità di Fabinho. Possono pressare alti e metterti in difficoltà con la loro fisicità e l’istinto del gol degli attaccanti, ma anche giocare qualche metro più indietro e, dopo essersi compattati, ripartire grazie alla velocità delle punte. Non sono una squadra facile da fermare". 
 
SUL NAPOLI- "Sì, è una città dove sono stato bene, dove ho ancora amici e dove ho vinto. Al Napoli mi legano ricordi belli e mi fa piacere che stia lottando per lo scudetto. Ha pareggiato contro l’Inter e ha confermato di poter ambire fino all’ultimo al vertice".
 
SULL'INTER - "Contro il Milan ha perso per un black out di tre minuti nei quali ha subito due reti, ma aveva fatto di tutto per far suo il match e, se ci fosse riuscita, non avrebbe rubato niente. A volte le gare prendono una piega strana e ai nerazzurri è successo nel derby. Contro la Roma hanno palleggiato bene e sono tornati ad essere solidi come sempre successo in questo stagione. Hanno una squadra forte ed equilibrata. Merito del mio amico Piero Ausilio che ha lavorato bene. Ogni tanto lo sento e parliamo sempre con piacere".
 
SU SIMONE INZAGHI - "Mi piace molto. È un tecnico con le idee chiare, che va alla ricerca del gol con il gioco. Succedeva alla Lazio e succede ora all’Inter. Arrivare dopo Conte, che aveva vinto lo scudetto, non era semplice, ma lui è stato bravissimo a trovare la giusta armonia nel gruppo e soprattutto a ottenere grandi risultati".
 
SU DZEKO E LAUTARO - "I nerazzurri vanno in gol con più elementi perché hanno un gioco che coinvolge tutti e questa è una cosa positiva. Quanto ai due davanti, mi sembra che Dzeko e Martinez si completino alla perfezione: Edin arretra per dare respiro alla manovra e agire da regista offensivo, Lautaro attacca la profondità. Poi ci sono gli esterni che garantiscono ampiezza: Perisic e Dumfries in questo sono bravissimi. Inzaghi ha trovato un buon bilanciamento". 
 
RICORDI DELL'INTER - "Sempre lo stesso ovvero quei due titoli vinti in pochi mesi senza la possibilità di spendere soldi sul mercato. Era una situazione particolare, che non mi attendevo quando mi hanno ingaggiato, ma è andata così ed è inutile tornarci sopra. Resta il fatto che abbiamo vinto, la cosa più importante per i tifosi e per la storia del club".
 
SUL LIVERPOOL - "Al Liverpool sono stato 6 anni e abbiamo vinto 4 titoli giocando 6 finali: è stata un’esperienza eccezionale e indimenticabile. Liverpool è diventata casa mia e qua ho tanti amici oltre a un gran ricordo di una squadra che abbiamo fatto crescere anno dopo anno, inserendo giocatori come Xabi Alonso, Leiva, Mascherano, Torres…".
 
SULLA FINALE CHAMPIONS 2005 - "È stata la finale più emozionante e incredibile della storia della Champions. Tu puoi vincere la Coppa battendo gli avversari per 5-0, ma non proverai mai le stesse sensazioni che abbiamo provato noi quella notte, quando siamo rientrati negli spogliatoi sotto per 3-0 e sentivamo i nostri tifosi cantare a squarciagola per incitarci. Quell’amore ci ha dato una carica pazzesca per rientrare in campo e rimettere il risultato in parità nel giro di 6 minuti. Poi sono arrivati i rigori ed è finita come è finita".
 
CHI VINCE LO SCUDETTO? - "L’Inter ha avuto grande regolarità e, se continua così, ha ottime possibilità di vincere lo scudetto perché in questo inizio di 2022 ha già affrontato avversarie toste come Lazio, Atalanta, Milan e Napoli, ma quest’anno la Serie A è equilibrata e sia il Napoli sia il Milan hanno chance".
 
SU INTER-LIVERPOOL - "Per la forza del campionato inglese, dico 51% Liverpool e 49% Inter, ma è un confronto più equilibrato di quello che tanti possono pensare". 
SUL FUTURO- "Con il mio staff stiamo guardando partite dei principali 4-5 campionati europei e facciamo analisi per vedere, con le ultime tecnologie, i big data, le novità del gioco. Vogliamo essere preparati per il futuro. Adesso ho bisogno di uno-due mesi per recuperare, ma la prossima stagione voglio ricominciare in un torneo dove si può competere. Le difficoltà non mi spaventano. Anzi…".