Voci cicliche che riecheggiano. Il futuro di Domenico Berardi, a ogni sessione di mercato, torna d’attualità. Il motivo è presto detto: il giocatore – ex giovane di belle speranze, giunto a ventiquattro anni con l’etichetta di eterno incompiuto – è chiuso in una realtà che va stretta alla sua crescita e che lo ha inglobato, fermandone il processo. E adesso, che il mercato degli esterni si è infiammato, il suo profilo è nuovamente sui taccuini di molti.

LIMITI – Le cifre pretese dal Sassuolo, adesso, stonano. I simbolici 30 milioni di euro sono rimasti tali, un prezzo attualmente giudicato esagerato dalle pretendenti. Il rendimento delle ultime due stagioni, le bocciature ricevute da Juventus e Inter, i problemi caratteriali irrisolti: fattori di un’eterna promessa mai definitivamente concretizzatasi. Berardi è il simbolo del ridimensionamento del progetto-Sassuolo, dove le pressioni non sono molte e i risultati, dopo la qualificazione all’Europa League, sono progressivamente discesi.

FATTORE EDF – Il suo mentore, colui che lo aveva elevato a fenomeno in erba, siede sulla panchina della Roma. Eusebio Di Francesco, per adesso, ha fatto incetta di esterni – tramite le strategie di Monchi – ma la situazione è in divenire. Il salto in giallorosso, per ‘Mimmo’, sarebbe un passo risolutivo, da dentro o fuori. Ambientazione, cambio repentino e drastico di aspettative, richieste e ritmo. Avere dalla sua parte 'DiFra', probabilmente, resterebbe un appiglio nei momenti di difficoltà. Qualcuno che lo saprebbe aspettare.
CI PROVA CORVINO – La Fiorentina resta a guardare. Tratta Pjaca, prova a piazzare gli esuberi e, aspettando il via libera per Pasalic, sonda altre piste per completare il tridente con Chiesa e Simeone. La richiesta del Sassuolo, come detto intorno ai trenta milioni di euro, mette dei paletti, ma non spaventa. Pantaleo Corvino, con lo stesso Pjaca ma anche con l’Udinese per Meret, ha già trattato a cifre elevate e fuori dal mercato per i viola, in questa sessione. Prestito con obbligo di riscatto, la formula perfetta per dilazionare gli elevati costi, magari per un totale meno esuberante. E a Firenze gioca l'amico Benassi, quello con cui ha trascorso le vacanze, colui che ha osservato dagli spalti, lo scorso anno, nella prima apparizione in amichevole in maglia viola, scatenando anche all'epoca le voci.

ESTATE GIUSTA? – Sarà questa la sessione che vedrà – finalmente – salpare il classe ’94 dal ‘Mapei Stadium’? Domanda lecita. Come lo sembravano le precedenti, adesso il target si è abbassato, il suo trasferimento è alla portata di tutti. Il Sassuolo non ha premura: ceduto Politano e incassato Di Francesco, tecnicamente ed economicamente non c’è l’estrema necessità di cedere anche il proprio simbolo. Sul quale, però, vegliano altri infiniti ragionamenti.