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272 giorni dopo l'ultima gioia, Hakan Calhanoglu torna a iscrivere il suo nome sul tabellino dei marcatori, grazie al bellissimo gol contro l'Atalanta che, oltre che per il Milan, può essere il momento di svolta tanto atteso. Esattamente come nella passata stagione, nella quale il trequartista turco stentò maledettamente prima del gol di Firenze che diede inizio a una stagione totalmente diversa, con in dote altri 5 da quel momento in avanti tra campionato ed Europa League. Il denominatore comune ha un nome e un cognome, Gennaro Gattuso, rimasto quasi da solo a difenderlo dalle critiche e a respingere quelle nei suoi confronti per l'ostinazione nel proporre un giocatore che sembrava aver imboccato il più classico dei vicoli ciechi.

SEGNALI DI RISCOSSA - A chi rimproverava al numero 10 rossonero la scarsa incisività sotto porta, l'allenatore del Milan rispondeva che andassero valutati altri parametri, come la predisposizione al sacrificio e il lavoro al servizio dei compagni. Ma che il gol e una giocata decisiva fossero dietro l'angolo lo si era capito da qualche settimana nelle quali, a parte la brutta prova di Roma, la condizione atletica e mentale e conseguente il rendimento di Calhanoglu stavano crescendo, complice l'arrivo di un calciatore come Paquetà con cui il feeling è stato immediato. Fino alla prova convincente ma senza gol contro il Cagliari. Quei gol che ora Gattuso spera di avere con maggiore continuità da lui così come da Suso, giocatori preziosissimi per il lavoro sporco svolto nell'arco dei 90 minuti, ma chiamati a contribuire maggiormente sotto il profilo realizzativo per il ruolo che occupano.

SVOLTA PER LA CARRIERA? - In particolare per Calhanoglu, confermare le ottime sensazioni delle ultime partite e chiudere in crescendo la sua seconda stagione in rossonero può rappresentare uno snodo fondamentale per la propria carriera, dopo essere stato al centro di insistenti voci di mercato nel mese di gennaio. Nel momento più buio della sua esperienza italiana, il Lipsia ha offerto un'ancora di salvataggio, ma il turco, forte della fiducia incondizionata di Gattuso, è rimasto per giocarsi le sue carte. Discorsi che a giugno potrebbero tornare d'attualità, considerando che il Milan, anche in caso di qualificazione alla prossima Champions, valuterà l'opportunità di sacrificare uno tra lui e il grande amico Kessie per esigenze di bilancio. Pensieri lontani, 272 giorni dopo l'ultima gioia in rossonero per il calciatore che, meglio di chiunque altro, può essere abbinato alla parola svolta.