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Nel corso di un'intervista rilasciata a Telenord, il presidente del Milan Silvio Berlusconi è tornato a parlare dell'ipotesi di cedere il club ad una cordata di investitori stranieri: "Cedere il Milan? Vendere questa società per me vuole dire cedere un pezzo di cuore, la mia infanzia, quando mio padre mi portava allo stadio". Una dichiarazione che suona come ulteriore conferma della volontà di privarsi almeno di una parte del pacchetto maggioranza per immettere nuovi capitali da investire per il rafforzamento della squadra. 

NON VENDO A CHI VUOLE PUBBLICITA' - Al momento, a farsi avanti sono stati i gruppi guidati dal broker thailandese Bee Taechaubol (alle cui spalle agisce un'importante banca cinese e un fondo di investimento di Abu Dhabi) e quella del cinese Richard Lee, rappresentante di diversi importanti imprenditori del suo paese. Berlusconi ha poi aggiunto una frase che può interpretata come una stilettata a mr Bee, per l'eccessiva esposizione mediatica delle sue mosse: "Io cerco qualcuno che immetta capitali nel Milan. Sono prudente perché non vendo a chi cerca popolarità immediata. Io sono il presidente che nella storia del calcio ha vinto di più". E per continuare a farlo, Berlusconi sta pensando ad un vecchio tecnico rossonero: Carlo Ancelotti (LEGGI QUI).
PIANO B, UN MILAN ITALIANO - "Qualora queste trattative non avessero l’esito sperato, andrò avanti con un altro progetto, quello di un Milan tutto italiano. Una sorta di Nazionale italiana in un campionato come il nostro dove davvero si è ecceduto con gli stranieri, basti pensare che lo scorso anno nella finale di Coppa Italia c’era un solo italiano in campo e che il nostro commissario tecnico azzurro, per fare un attacco competitivo, ha dovuto convocare giocatori oriundi".

FRECCIATA A THOHIR - "Massimo Moratti ha ceduto a questo Thohir che non sembra avere la capacità di rendere di nuovo l’Inter protagonista in Italia e nel mondo. Io invece cerco chi sia in gradi di immettere denaro fresco e mantenere la squadra al top anche all’estero".