Berlusconi torna a parlare. In un'intervista concessa in esclusiva a Italia 7 Gold il numero uno del Milan fa il punto sulla cessione del club: "Credo che la situazione ormai sia chiara. Nel mondo dei calcio sono entrati dei capitali stranieri, come il caso del Qatar. Una sola famiglia non può reggere la competizione. Ce la fanno i club con 300mila soci, in Italia questo per varie ragioni non è possibile. Ho pensato e penso ancora di poter trovare sul mercato internazionale degli acquirenti, rivolgendomi anche a degli stati che possano migliorare la loro immagine con il brand Milan. Tutti quelli con cui ho parlato, mi hanno chiesto di restare perché il brand Milan è associato a quello Berlusconi. Abbiamo trattato al massimo per il 50% e il 50%, 51% e 49%, e con uno Stato il 75% e 25% (come anticipato in esclusiva  da calciomercato.com). Se questa cosa andrà avanti, torneremo ad esser competitivi in Italia, in Europa e nel Mondo. Se non succederà continuerò a fare sacrifici da solo. L'idea è quella di fare un Milan italiano, una Nazionale italiana, soprattutto con giovani del vivaio, con un'apparenza più conforme alla mia idea da vecchio signore, non a quella dei giovani d'oggi. I miei giocatori devono diventare un esempio per i giovani.

VEDUTE DIFFERENTI - Il presidente rossonero ha poi parlato del tecnico, Filippo Inzaghi: "Non ho esonerato nessuno, parlando con i giornalisti ho semplicemente detto che sono stato spesso in disaccordo con Inzaghi (clicca qui le per dichiarazioni). L'allenatore ha deciso e gli ho lasciato la libertà di farlo, come ho sempre fatto con tutti gli altri tecnici. Non è esonerato e continua il suo lavoro".