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Alla fine di questo mercato, la società rosanero ha confermato la rotta intrapresa da tempo: tante giovani promesse strappate anche a caro prezzo (Joao Pedro e Munoz su tutti) e rinforzi mirati a garantire l'equilibrio dello spogliatoio, soprattutto sul fronte degli stipendi. Operazioni che, per Zamparini, meritano un 10 in pagella. E in effetti, senza entrare nel merito dei voti, il patron rosanero non ha tutti i torti nel difendere la bontà della campagna acquisti appena conclusa, almeno nel confronto con quella della passata stagione: circa 29,5 milioni di euro spesi contro i 14,5 del 2009.

È vero anche che il saldo di mercato dell'anno scorso era stato negativo, con 10 milioni di euro di differenza tra uscite ed entrate, mentre oggi il borsino rosanero fa registrare, solo con le vendite di Kjaer e Cavani, un introito di 30,5 milioni, ossia un milione in più rispetto a quanto speso. Ma in un calcio mercato segnato ancora dalla crisi, il Palermo non è stato da meno rispetto alle altre squadre delle cosiddetta seconda fascia della serie A, quella subito dietro le big. Zamparini, infatti, ha speso più del Napoli, che ha investito 23 milioni per incassarne 27,5. La Fiorentina, poi, nonostante i 22 milioni di ricavi dalla Champions League, ha spesso meno della metà del Palermo. Anche il mercato della Sampdoria è stato piuttosto contenuto, tanto per uscite, quanto per entrate. A conti fatti, nel confronto con le società 'parigrado', il Palermo perde soltanto contro il Genoa: 50 milioni spesi e 20 incassati.

Ma è bene sottolineare che ci stiamo attenendo alle cifre. Perché il calcio mercato, come insegnano i casi di Cavani, Pastore e Kjaer, si giudica soprattutto dalla produttività degli investimenti. E questo ce lo dirà soltanto il resto della stagione appena iniziata. Una stagione che, secondo StageUp (importante istituto di indagini sul mercato sportivo), vedrà la società di viale del Fante fare un ulteriore salto di qualità verso i vertici del calcio italiano. Nel suo recente studio sul potenziale di crescita dei bilanci delle squadre di serie A, StageUp ha calcolato che, in questa stagione, il fatturato del Palermo potrebbe arrivare a 122 milioni di euro, con una crescita dell'8% rispetto alla stagione passata. Dati che collocherebbero la società rosanero al sesto posto in serie A per giro d'affari complessivo, dietro (nell’ordine) Milan, Juventus, Inter, Roma e Fiorentina e a pari merito con il Napoli.

E questo nonostante la riduzione dei ricavi dai diritti televisivi dovuta alla nuova formula di ripartizione decisa dalla Lega Calcio. 'StageUp è più ottimista di noi - scherza, ma non troppo, l'amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola - Con la nuova ripartizione dei diritti tv, noi saremo tra le società più penalizzate. Il nostro bilancio è comunque solido perché l'anno scorso abbiamo chiuso in utile. Nonostante i problemi legati ai diritti televisivi continueremo nella nostra politica che tende a tenere alta la qualità degli investimenti'.

Eppure, a parte i minori introiti televisivi, la società rosanero si conferma tra le più solide del campionato. Tanto che StageUp le assegna l'oscar della redditività (in soldoni, la capacità di far fruttare gli investimenti): per il 2010/2011, StageUp prevede per il Palermo una redditività del 19,9%. Un livello al quale si avvicinano solo Napoli (18,6), Catania (16,6) e Lazio (15,2). Niente a che vedere con le regine del calcio italiano, che fanno segnare redditività basse (Juve e Fiorentina) e addirittura negative (Inter su tutte, ma anche Milan e Roma).

(La Repubblica - Edizione Palermo)