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Trentamila euro alla Juve per i cori e gli insulti razzisti contro Boateng e Balotelli, intonati da alcuni tifosi (tifosi?) bianconeri prima della partita con il Milan.

Ancora una volta, il giudice sportivo è convinto che i barbari, gli incivili e i cialtroni annidati sugli spalti di troppi impianti del calcio italiano si combattano efficacemente a colpi di ammende. Naturalmente, i barbari sghignazzano, anche perchè le multe mica le pagano loro, ma le società che sono vttime e non  colpevoli della situazione.

Ancora una volta, a vincere è l'ignavia del Sistema che se la fa sempre sotto e non ha il coraggio né di sospendere le partite né di chiudere i settori degli stadi dove si annidano i razzisti.

Per essere come sempre chiari e per non perdere tempo con le tiritere e, peggio ancora, i distinguo, dei disinformati o dei faziosi, calciomercato.com ribadisce che, indipendentemente dal colore delle maglie e, soprattutto, della pelle, questa battaglia deve essere ingaggiata in ogni stadio teatro di episodi di ignoranza e di maleducazione, di incultura e di inciviltà, di striscioni e di slogan contro le vittime dell'Heysel, contro i napoletani, contro i siciliani. B-a-s-t-a-. E' chiaro? 

Boateng, Balotelli, NIang, Asamoah, come Pogba, Asamoah e tutti gli altri giocatori di ogni squadra, divenuti bersagli fissi dei razzisti impuniti, hanno il sacrosanto diritto di essere difesi da tutti coloro che amano il calcio e, soprattutto, rispettano il prossimo. Perchè un altro calcio è possibile, purchè s'imponga il rispetto di regole chiare e si abbia il coraggio di applicarle.

Figc, Lega, arbitri e Giudice devono capirlo una volta per tutte, anche perchè l'Uefa è stata molto netta sul tema. 

Ha dichiarato a gazzetta.it Gianni Infantino, segretario generale della federcalcio europea, braccio destro di Michel Latini: "Il razzismo purtroppo esiste sempre, sono già state prese misure in passato, con programmi di educazione e sanzioni, ma non basta. In alcuni paesi sono stati fatti passi avanti in altri no, e abbiamo voluto dare un messaggio di tolleranza zero nei fatti, con sanzioni dure concretamente. Nel caso di un comportamento razzista da parte di un calciatore o un dirigente, ci sarebbe una sospensione per un minimo di 10 partite. Nel caso dovessero farlo i tifosi, alla prima volta ci sarà una chiusura parziale dello stadio, e alla seconda la chiusura totale dello stadio e una multa di almeno 50 mila euro. Sono state fatte inoltre le raccomandazioni agli arbitri di interrompere o sospendere le partite, un fatto che avrebbe anche altre sanzioni sportive come lo 0-3 a tavolino". Chiederemo inoltre a tutte le federazioni europee il 24 maggio a Londra di mettere in pratica le stesse sanzioni anche a livello nazionale".

Capito, signori del Palazzo? E se anche cominciaste a muovervi prima del 24 maggio, per una volta, una volta sola, saremmo i primi ad applaudirvi. Ne avrete il coraggio?