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Zvonimir Boban, chief football officer del Milan, parla a Radio Anch'Io Lo Sport, programma in onda su Rai Radio 1, in occasione dei 120 anni della società rossonera: "​Festa rovinata dal Sassuolo? Peccato, ci aspettavamo un risultato migliore, così la festa avrebbe avuto un altro sapore. E' stata giocata una partita molto interessante, il Milan ha fatto bene, ma bisogna fare benissimo per vincere in Italia. E' dura, bisogna fare sempre qualcosa in più di quello che si pensa di poter fare: non vale per noi, vale per tutte le squadre". 

QUANDO TORNARE GRANDI? - "Ce lo chiediamo da tanti anni. Purtroppo per vedere quel Milan lì ci vuole tanto tempo, ovviamente bisogna bruciare le tappe, bisogna fare tutto per tornare a essere almeno competitivi. E' molto difficile dire quando e come, quel Milan lì è successo una volta in 120 anni, è un Milan berlusconiano. E' giusto sognare, avere l'idea di questo grande Milan. Dopo il Real è la squadra più vincente della storia del calcio. Ora dobbiamo andare passo dopo passo". 

SU PIOLI - "Ieri Maldini aveva detto una cosa giusta e veramente bella: c'è una completa sintonia tra giocatori, allenatori e dirigenza. Ha capito tante cose, anche in fretta, seppur arrivato in un momento molto complicato. Siamo contenti del suo lavoro, si vedono anche i risultati e i miglioramenti". 

SU IBRAHIMOVIC - "Alternativa a Ibra? Bisogna vedere anche come vanno le prossime partite. Ibrahimovic è una soluzione diversa da tutte le altre, può darti tanto nel breve termine ed è per questo unico. Vedremo se poi dopo ci sarà la necessità assoluta. Vediamo. Ibra è un'altra cosa rispetto a tutti gli altri: anche se non ha più 28 anni è un giocatore di estremo carattere, di estrema personalità che poteva dare una sterzata a tutto l'ambiente, che comunque quando avevamo iniziato la trattativa era più giù rispetto a quello che è adesso". 

SUL FARE UNA GRANDE SQUADRA - "Berlusconi aveva fatto subito un grande mercato e aveva anche in casa dei giovani fenomeni. Per ripercorrere quella strada ce ne vuole, ora è un calcio diverso. Adesso tutti seguono tutto, sono molto più attenti e quelli più attenti si sono un attimo sganciati dagli altri. Noi dobbiamo spendere un po' di tempo e spendere tanti soldi per arrivare lì. Berlusconi non aveva paletti, come il Fair Play Finanziario, e non aveva così tanta concorrenza". 

SU ANCELOTTI - "Carlo è sempre di casa e questa sarà sempre casa sua. Detto ciò, parlare adesso e accostare il suo nome come allenatore lo trovo inappropriato". 

SU REBIC - "Cosa succede? Scelte tecniche, è un giocatore molto potente, molto veloce, gli servono spazi e il cambio dal calcio tedesco a quello italiano è grande. Poi col Napoli, che stava facendo anche bene, si è fatto male, rimanendo eroicamente anche in campo. Questo è un calcio diverso, c'è spazio ridotto e può soffrire questo. Però sta lavorando seriamente, speriamo trovi spazio e che ci dia una mano importante". 

ATTRARRE I BIG - "Questo può essere anche uno dei problemi. Il Milan ha sempre un fascino forte su tanti giocatori, ma ovviamente ci sono anche altre realtà, in questo momento più importanti e più attraenti negli ultimi 10 anni. Ma il Milan ha un grande fascino e continuerà ad averlo, perché è una società straordinaria. Ma bisogna tornare a essere importanti e competitivi al più presto". 

SU DONNARUMMA - "Noi speriamo di trovare un accordo, le intenzioni sono queste. Quello che posso dire è che ci siederemo e approfondiremo la questione". 

ANCORA SU IBRA - "Se arriva a gennaio? Ciao a tutti".