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Un altro rinvio. Cosa c’è sotto? Nella giornata di ieri gli uomini del Barclays Fund sono stati delusi dalla famiglia Menarini: la lettera di intenti richiesta dal fondo britannico al momento non è arrivata e questo fa emergere il sospetto che, al di là delle voci e delle offerte che arrivano da Meleam, ci possa essere un secondo filone concreto, una trattativa ben avviata che i Menarini hanno imboccato a fari spenti e che rischierebbe di tagliare fuori definitivamente il Barclays Fund. I signori Cogei dunque hanno scelto ancora la tattica del rinvio, sfidando l’ultimatum del fondo britannico che voleva chiudere in tempi rapidi visto che poi oltre alle pratiche per la cessione societaria c’è un mercato da fare, con diversi giocatori da acquistare per rendere la squadra competitiva. Un comportamento che non può che alimentare sospetti sulla presenza di una terza entità interessata al Bologna, perché non si possono spiegare altrimenti i continui rinvii di Renzo Menarini, uniti al rialzo delle quotazioni rossoblu che va avanti da mesi, essendo passati da 18 milioni dei primi abboccamenti di gennaio ai 25 attuali.

Ieri era in programma una riunione tra le parti a Milano e l’incontro è stato poco significativo. Gli uomini del fondo infatti si attendevano la lettera di intenti richiesta ai proprietari del Bologna proprio in virtù dei precedenti comportamenti dei Menarini, ma sono rimasti delusi: la lettera non è stata recapitata e questo rende la trattativa più problematica. A questo punto gli uomini del fondo – avendo forse capito che i Menarini ha altre opzioni in ballo – sono rammaricati di non aver imposto, dall’inizio della trattativa una procura esclusiva che obbligasse entrambe le parti – soprattutto l’aspirante venditore – a impegnarsi in maniera esclusiva per un determinato periodo: questo avrebbe escluso eventuali rilanci o inserimenti di altre realtà. Il fondo Barclays non accetterà a lungo altri rinvii e vuole chiudere l’affare nel giro di una settimana, altrimenti potrebbe virare su altre realtà come il Bari. L’ora x per capire come finirà questa trattativa è fissata per l’inizio della prossima settimana. In questa situazione già decisamente complicata, inoltre, si va ad aggiungere un ulteriore scenario da esaminare: per gli uomini del Barclays i Menarini non dovranno solo chiarire se accettano o meno di trattare su determinate cifre con un impegno scritto, ma chiedono alla famiglia proprietaria del Bologna anche una lettera di manleva. Di fatto, uno scritto in cui, qualora la trattativa prendesse vita e andasse a buon fine i Menarini dovrebbero farsi carico di esposizioni economiche non previste (ad esempio la causa pendente tra il Bologna e l’ex sponsor Joe Marmellata oppure altre possibili sorprese) dopo la lettura e l’esame dei bilanci e delle fatture. In tal senso, anche la permanenza con una quota societaria da parte dei Menarini potrebbe essere vista come una “garanzia”. Ma per questi argomenti si va troppo avanti: prima la trattativa deve prendere vita e il via alle danze lo può dare solo la lettera che il Barclays attende ormai da un giorno e mezzo. Senza quella è lecito pensare che la trattativa con il fondo inglese non sia l’unica che sta portando avanti Renzo Menarini.