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Il problema dell’Irpef ai tempi di Sergio Porcedda: “E’ quasi risolto. Abbiamo chiesto una deroga di pochissimi giorni e stiamo sistemando tutto. Il Bologna non rischia la penalizzazione, casomai un’ammenda, ma penso che riusciremo a evitare anche quella”. La situazione: lunedì scadeva il termine ultimo per il pagamento dell’Irpef sugli stipendi versati ai calciatori. Circa 3,5 milioni da pagare. Porcedda garantisce che il debito sarà saldato con un lieve ritardo, roba di due o tre giorni: “Abbiamo lavorato senza sosta a questo problema, che è la conseguenza passeggera di quella sofferenza finanziaria che io stesso ho denunciato. Potete stare tranquilli: sto risolvendo tutto e ribadisco che sono qui per fare il bene del Bologna, non certo per costargli qualche punto in classifica”. Non è solo questione di Irpef. Magari lo fosse. Porcedda a Bologna ha trovato porte chiuse e non solo. “Molta diffidenza, troppa. Continuo a domandarmi chi me lo faccia fare. Sono venuto animato dalle migliori intenzioni. In questa impresa ho messo tutto ciò che potevo mettere: denaro, tempo e ogni mia energia. Sono stato chiuso per due giorni in sede, impegnato a risolvere il problema. Se la sofferenza non fosse transitoria, ma strutturale, avrei fatto un mercato differente, soprattutto in uscita. Ma pochi, dal punto di vista mediatico, sono disposti a farmi credito, anche se la logica mi pare che sia tutta dalla mia parte”. Il presidente è amareggiato, è stupito, ma non ha iniziato alcun conto alla rovescia: “Ogni tanto mi domando chi me lo abbia fatto fare. E ho la tentazione di pareggiare tutti i conti e cedere il Bologna al primo che me lo chiede. Ma sono pensieri che se ne vanno in fretta: sono testardo, sono deciso e ho una dignità da difendere. Continuare nel mio lavoro pensando che un giorno tutte le voci dovranno spegnersi sta diventando uno stimolo in più”. Non c’è settimana che se ne vada senza che Porcedda non venga interpellato per smentire le voci più disparate. C’è anche questa in circolazione. Menarini avrebbe dato mandato ai suoi più fidati amici di trovare un acquirente per il Bologna, scettico come sarebbe sulla possibilità che entro la fine del mese Porcedda abbia la possibilità di rilevare le fidejussioni ancora intestate alla vecchia proprietà: “Questo è un altro aspetto in via di soluzione. E non credo proprio che Menarini abbia mosso alcun passo in quella direzione”. Tecnicamente, sarebbe impossibile: Porcedda detiene l’80% delle azioni e nessuno può vendergliele, se non è lui a dare un mandato in questo senso. Porcedda ha altri dubbi: “Ho ricevuto anche telefonate strane, per non dire inquietanti. E comincio ad avere la netta sensazione che dietro le quinte ci sia qualcuno che manovra per mettere le mani sul Bologna. Bé, quel qualcuno, se c’è, non avrà vita facile”. Si congeda attingendo al serbatoio dell’ottimismo: “Fra poche ore anche il capitolo Irpef dovrebbe chiudersi e sarò nelle condizioni per lasciare Bologna senza pensieri”. E dopo aver parlato con Di Vaio e Portanova, oltre che con Malesani, della sconfitta di Palermo e dell’arrivo della Juve, anche abbastanza sicuro che la squadra avrà un immediato rigurgito di orgoglio.