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Dalla Lazio alla Lazio, nel segno di Luca Baraldi. Un anno fa: primo tempo, 2-0 per il Bologna. Risultato finale, 2-3 per la Lazio. Poco dopo scoppiò il caso che tuttora agita le acque rossoblù.
Com’è noto, Baraldi è andato e tornato. E tredici mesi più tardi è ancora un caso. Volendo, anche un casino, visto che le acque all’interno della nuova società e della squadra sono ancora agitate dalla sua presenza.

I soci di Massimo Zanetti sono nove. Destinati a salire con almeno quattro ingressi di lunedì prossimo, ma intanto nove. Alcuni dei quali (probabilmente la maggioranza) decisamente contrari all’ad e decisamente contrariati dalle prime mosse che hanno caratterizzato la gestione (controllata) di Baraldi. I contrari si sono dati appuntamento per oggi. Il loro obiettivo è arrivare al cda del Bologna, fissato per lunedì prossimo, con una linea comune. Più o meno, questa: vogliono spiegare bene al presidente che le loro perplessità non sono in alcun modo un attacco alla sua persona. Non è criticando il ritorno di Baraldi che intendono colpire Zanetti.

Il concetto che la presenza di Zanetti sia una garanzia per il futuro del club è chiaro a tutti. Allo stesso modo, ai soci gioverà raccogliere le idee prima di spiegare bene a Zanetti il perché sia nata un’opposizione interna. Ieri hanno raccolto un altro elemento degno di riflessione. Hanno saputo che Baraldi avrebbe intenzione di proporre al cda l’assunzione di Fabrizio Lucchesi nella veste di direttore generale. Candidatura che andrebbe a scontrarsi con quella di Stefano Pedrelli, che i soci vorrebbero promuovere (da segretario generale a direttore generale) per lasciare la squadra a contatto con un uomo che gode della stima di tutti e di ottima fama anche presso altri club.

Tra le altre cose, i soci in questione ricorderanno a tutti i membri del cda che Lucchesi, un anno e mezzo fa, aveva già varcato la soglia di Casteldebole, portato a Bologna da Luciano Moggi che aveva stretto una solida amicizia con Renzo Menarini. I giornali strillarono la manovra in prima pagina, gli avvocati sconsigliarono di insistere, almeno fino a quando non fosse terminato il processo di Napoli, e Lucchesi ingranò la retromarcia. Lo stesso Lucchesi ebbe poi modo di spiegare che la sua era un’appartenenza del momento e passi pure, anche se c’è motivo di dubitarne.

 L’ipotesi che dopo Baraldi (che, parole di Moggi in tv, «prima di venire a Bologna passò da casa mia per avere consigli») arrivi anche un altro uomo strettamente legato al passato prossimo, ha messo i soci in ulteriore stato di fibrillazione. Come diceva Zanetti: al Bologna gioverà ricreare buoni rapporti con la Figc. Come? Di sicuro evitando di portarsi di nuovo in casa l’ufficio indagini e l’ombra di un passato che ha segnato la storia del Bologna. Ieri sera, per concludere, c’è stato un incontro fra Gianni Consorte e Stefano Dalloli, presidente dei club rossoblù, per fare il punto sull’associazione dei tifosi.