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Esiste una precisa strategia del Bologna per cercare di tenere Emiliano Viviano. Non per un anno ancora, ma per sempre. Un’operazione da dieci milioni. Una strategia in cui l’intervista di Viviano costituisce uno dei mattoni che, in questa fase, lo stesso portiere e il direttore sportivo rossoblu Carmine Longo hanno cominciato a sistemare. Si concretizzerà quello che sembra un sogno azzardato, un tentativo addirittura folle: sfidare e battere proprio l’Inter su una comproprietà libera? E’ il grande passo che il Bologna vorrebbe compiere e che, ovviamente, non riguarda solo il destino del portiere, ma il complesso del destino della società e della squadra. Il tema è nato all’indomani del consiglio di amministrazione che ha preso in esame le risorse a disposizione per il prossimo anno e quale Bologna andrà costruito, con quali ambizioni. La stessa presenza di Carmine Longo sarà legata a questo tipo di progetto, fortemente convinto che la squadra possa collocarsi a metà della classifica. Ma sono necessari alcuni passaggi chiave. Il primo è relativo agli equilibri di bilancio. Il grande sforzo messo in piedi da Consorte e la capacità di aver corretto anche alcuni errori (l’ingresso di Zanetti) danno serenità a tutti. Il gruppo di imprenditori immaginato dal finanziere abruzzese può costituire un fiore all’occhiello anche nella prospettiva di realizzare un programma ambizioso, un azionariato diffuso, primo e unico esempio di alto livello nel calcio italiano professionistico. Per questo dopo aver investito molti soldi e recuperato (tra Porcedda, Menarini e Sky) un totale di oltre 35 milioni, servirebbe ancora un’altra decina di milioni per consentire al Bologna il salto di qualità, di qui a settembre prossimo (e il pagamento ieri di Irpef, stipendi e di altre pendenze testimonia la serietà di questo gruppo proprietario). Secondo aspetto fondamentale riguarda l’esecutività del progetto. Il cda dovrebbe garantire allo staff dei manager che vorrà mettere o confermare alla guida del Bologna l’autonomia e la rapidità d’azione (dentro il budget previsto) in modo da ottimizzare lo straordinario vantaggio che i dirigenti rossoblu hanno: sapere arrivare prima e meglio di altri su giovani talenti, come il mercato della scorsa estate testimonia. Se così fosse, in una prima fase si concluderebbero rinnovi e prolungamenti di contratti strategici, risoluzione a proprio vantaggio delle comproprietà e consolidamento della rosa attuale. A livello personale sia Britos che Della Rocca sono d’accordo. Resteranno con un contratto migliore. Si tratta ora di mettere nero su bianco (avere fino al 2013 un calciatore come Della Rocca a 140.000 euro è impensabile) gli accordi sostanzialmente raggiunti. C’è poi la volontà di chiudere l’accordo con Moras, che potrebbe restare. Si è già individuato un grande giovane attaccante (spesa massimo 3-4 milioni di euro) che costituirà il grande motivo del prossimo mercato. Infine l’operazione Viviano. L’Inter aveva persino proposto, la scorsa estate, di cedere per 4 milioni la metà del calciatore. Longo in quel momento non aveva liquidità. Se la proprietà decidesse di fare il salto di qualità, allora davvero il disegno di tenere Viviano diventerebbe realtà. Anche perché c’è un esempio che scuote e spaventa tutti. Nello scorso campionato il Bari concluse una stagione di altissimo profilo, ma senza porsi il problema del futuro e senza ripartire proprio dal gruppo che aveva permesso una straordinaria affermazione. Una parabola che spaventa il Bologna che, quest’anno potrebbe essere il Bari dell’anno scorso. Ma l’anno prossimo?