Ci sono uomini che affrontano la vita con paura e ci sono uomini invece che le sfide della vita le affrontano a testa alta, con il coraggio e la forza di un guerriero. Uno di questi è Sinisa Mihajlovic che ha raccontato - ieri in conferenza stampa - di avere la leucemia.

"Vincerò questa battaglia". Tre parole che guardano al futuro e alla vita, quelle pronunciate ieri dall’allenatore del Bologna, dove nonostante le lacrime, è stata comunque la forza a mostrarsi protagonista. Se già in campo aveva insegnato cosa fosse il sacrificio e sopratutto la forza di volontà, ora il mister rossoblù ne ha dato ulteriore prova anche nella vita privata, mostrandosi, per l'ennesima volta, l'uomo coraggioso che lo ha sempre caratterizzato agli occhi di tutti.

Un appello alla vita e alla prevenzione il suo, un discorso a cuore aperto senza tanti fronzoli, cercando anche di scherzarci su "era meglio febbre" e poi commuovendosi, ammettendo a tutta Bologna e a se stesso lacrime: "Ma non di paura. Io rispetto la malattia ma la vincerò".

Il silenzio sceso tra i tifosi a Castelrotto, sede del ritiro, dopo la visione della conferenza stampa è stato qualcosa di irreale. Tutti si guardavano attoniti, per quello che è stato un fulmine a ciel sereno per tutti quanti, compreso Mihajlovic. A trecento chilometri di distanza, e più precisamente a Casteldebole, i tifosi rimasti a Bologna sono corsi al centro tecnico per sostenere e abbracciare un mister che ha fatto innamorare una città intera

In cinque mesi Sinisa Mihajlovic ci ha insegnato a non mollare mai, lui ha salvato il Bologna e ora Bologna salverà lui. La società lo ha confermato alla guida della squadra perché, come ha detto il direttore Sabatini, "meglio Sinisa con qualche percentuale in meno che qualsiasi altro allenatore". Una scelta esemplare, una lezione di umanità e sensibilità che al giorno d'oggi è difficile da trovare e della quale non si può che essere orgogliosi.

Sinisa Mihajlovic ha fatto il bene del Bologna e continuerà a farlo nonostante le difficoltà della malattia, quello che sta dando lui a questa piazza e questa città è qualcosa di straordinario: ha saputo riunire tutti in un'unica direzione, con umiltà e determinazione. Al termine di questa battaglia, consegnategli le chiavi della città.

Quel "We are One" che è da sempre lo slogan della società di Joey Saputo, grazie a lui è finalmente realtà. Società, squadra e tifoseria insieme verso gli obiettivi di classifica ma soprattutto verso la sfida più importante, quella per la salute di Sinisa Mihajlovic. E caro mister, puoi contarci, non sarai mai da solo. La vinceremo tutti insieme.