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Evidentemente è destino che a Bologna non possano esserci due settimane di tranquillità. L'ultima in casa rossoblù è che Salvatore Bagni rischia il posto. Proprio lui, l'operatore di mercato, il primo collaboratore scelto dalla nuova società. Motivo? Eccesso di sincerità. Ha detto che aveva già chiuso diversi acquisti ma che al dunque non c'erano i soldi per firmarli, come provato dalle lunghe trattative per Janko, Caracciolo e Floro Flores, tutta gente da 4-6 milioni di euro, che si sono chiuse con l'ingaggio di Acquafresca in prestito con diritto di riscatto su metà cartellino, quindi spendendo zero euro in questo mercato per la punta. Una dichiarazione che forse ha scoperto certi bluff, senza dubbio ha allarmato le banche e fatto arrabbiare diversi soci.

E attenzione, non si parla di ipotesi giornalistiche. Il presidente Albano Guaraldi, nel giorno della presentazione di Acquafresca, ha detto chiaro e tondo che 'sentite le parole di Bagni io e Setti siamo scattati dalla sedia. A caldo l'avrei cacciato, poi ho riflettuto e ne parlerò con i soci, vedremo'. Il destino di Bagni è affidato al cda di lunedì, ma il rischio che salti è concreto. E se non salterà, si sarà comunque aperta una crepa in un'avventura appena iniziata, senza contare il rischio di delegittimare Bagni agli occhi del mercato. Insomma, un pasticcio di cui non si sentiva il bisogno, in una piazza che già ha gradito poco le ultime manovre societarie e la tiritera sull'attaccante, conclusa con una scelta di minima.

Il tutto mentre finora Bagni ha fatto le nozze con i fichi secchi, cedendo Britos a una buona cifra, impostando una trattativa interessante per Viviano poi sfumata per l'errore di Pedrelli alle buste (e per fortuna, visti i chiari di luna successivi) e soprattutto ha già pescato due gioiellini dal sommerso, il portiere Stojanovic e il francesino dell'under 19 Taider, prelevato giocando d'anticipo dopo il fallimento del Grenoble. Operazioni che hanno fatto capire alla piazza il valore del dirigente, visto finora come unica ancora di salvezza per un Bologna che sembra navigare a vista, ripercorrendo le orme dei Menarini, mentre i dati sui debiti societari pregressi variano di conferenza stampa in conferenza stampa, inducendo quasi il sospetto che vengano citate come eterno alibi.